«Verso il futuro difendendo antichi valori». Gerardo Giovagnoli e William Casali sono i nuovi reggenti di San Marino. Si è tenuta ieri la solenne cerimonia di insediamento che affonda le sue radici nel Medioevo.
A rivolgere l’indirizzo di saluto è il nunzio apostolico monsignor Edgar Peña Parra con focus sulla pace e il dialogo.
Segue il discorso d’ingresso della coppia reggenziale che sale, per la prima volta, alla suprema magistratura nel semestre che vedrà stringere l’accordo tra Titano e Unione europea e «di cui rimarrà traccia nella storia e memoria della Repubblica». La firma non chiude una pagina ma ne apre una nuova affidando alle Istituzioni il compito di trasformare il percorso compiuto «in nuove opportunità e in orizzonti ancora più ampi». La riflessione spazia dall’importanza del multilateralismo sino al ruolo dei giovani. «La tradizione di neutralità attiva - aggiungono - ci impone di continuare a sostenere dialogo, mediazione e tutti gli strumenti diplomatici, capaci di condurre alla composizione pacifica delle controversie». Poi uno sguardo all’Intelligenza artificiale. «Ora la gran parte delle decisioni passa attraverso sistemi digitali, algoritmi e strumenti tecnologici che orientano, selezionano e organizzano una quantità sempre maggiore di informazioni».
Nel ruolo di garanti delle Istituzioni, i reggenti non possono e non vogliono limitarsi «a assistere a questa trasformazione senza vigilare sull’adozione di corretti strumenti per governarla, accompagnarla e usarla nell’interesse della collettività». Sarà un prossimo futuro «altamente sfidante» per la Repubblica da affrontare «con lungimiranza».
Dopo l’intervento a Palazzo Valloni, il corteo si snoda lungo le contrade del centro per approdare a Palazzo Pubblico nell’incontro con i predecessori, Alice Mina e Vladimiro Selva. Tutti assieme varcano la soglia della Basilica per la messa officiata dal vescovo di San Marino – Montefeltro, monsignor . Domenico Beneventi.
Il ritorno a Palazzo segna il passaggio dei poteri, preceduto dall’orazione ufficiale di Imma Tor Faus, ministra degli Esteri di Andorra. Tor Faus punta i riflettori sui parallelismi fra i due Paesi ricordando il ruolo dei piccoli Stati «che hanno saputo preservare, attraverso i secoli identità e sovranità» e il comune iter verso Bruxelles.
A chiusura il giuramento in latino letto dal segretario agli Interni Andrea Belluzzi e lo scambio del Collare di Gran maestro dell’Ordine di San Marino prima dell’inno nazionale.