Frode Iva da 7 milioni sul commercio di birra e alcolici: sequestri tra Rimini e San Marino

San Marino
  • 05 novembre 2026

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza di Rimini mettono a segno un durissimo colpo contro la criminalità finanziaria. Un’articolata attività investigativa condotta dal personale dell’Ufficio ADM Romagna 2 ha permesso di smantellare un complesso sistema di frode all’Iva e di indebita richiesta di rimborsi delle accise. L’operazione ha portato a un sequestro preventivo per un valore complessivo superiore ai 7 milioni di euro, che ha interessato crediti fiscali, conti correnti, beni mobili, immobili e utilità economiche riconducibili agli indagati.

Il meccanismo della frode: alcol sotto costo e società cartiere

Al centro dell’ingranaggio criminale figurava una società riminese ufficialmente attiva nel commercio di birra e prodotti alcolici. La ditta presentava una formale regolarità sotto il profilo legale, contabile e fiscale, ma la realtà operativa era del tutto diversa: l’azienda acquistava merce a prezzi fuori mercato da una fitta rete di società cartiere nazionali e operatori fittizi inadempienti, per poi rivenderla a società di comodo comunitarie e con sede a San Marino. La merce giungeva all’operatore romagnolo già sottocosto a causa di molteplici passaggi fittizi precedenti. La successiva rivendita ad un prezzo persino inferiore a quello di acquisto e con ricarichi minimi ha reso evidente la partecipazione consapevole della società al raggiro, operando completamente al di fuori di ogni logica di profitto commerciale e accumulando costanti perdite di bilancio.

Falsi rimborsi di accise e il ruolo chiave della Holding

L’operazione non si limitava al solo credito Iva fittizio. A fronte delle vendite simulate all’estero con documenti di trasporto falsificati, l’intero ammontare del credito d’imposta accumulato veniva sistematicamente trasferito alla società Holding controllante, che lo utilizzava impropriamente nelle proprie dichiarazioni fiscali. La Holding garantiva inoltre la sopravvivenza economica della controllata iniettando liquidità con ingenti operazioni di cash pooling. Parallelamente, il rappresentante legale della ditta riminese presentava alle Dogane false dichiarazioni per ottenere rimborsi sulle accise di alcolici che si presumeva fossero stati esportati. Trattandosi di prodotti fittizi o di provenienza illecita che non avevano mai assolto le imposte a monte, anche le richieste di rimborso dell’accisa sono risultate del tutto indebite.

Una rete internazionale: 24 società coinvolte tra Italia ed estero

Gli accertamenti condotti dai funzionari ADM in stretta collaborazione con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini hanno fatto luce su un’ampia rete di complicità che valicava i confini nazionali. Oltre alla società riminese e alla Holding controllante, la frode vedeva il coinvolgimento diretto di 12 società italiane, 9 aziende distribuite tra Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Romania, e 2 società con sede legale nella Repubblica di San Marino. L’intervento coordinato degli organi inquirenti ha bloccato il prosieguo del circuito illecito e consentito il totale recupero delle somme sottratte al fisco.

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