Caso Banca di San Marino, Congresso di Stato convocato d’urgenza:

San Marino

Convocata una seduta del Congresso di Stato e richiesta la convocazione urgente del Consiglio grande e generale. L’affare bulgaro, sfumato nel 2025, per l’acquisto di Banca di San Marino assume giorno dopo giorno ombre più inquietanti, vista l’ipotesi di un piano parallelo che configurerebbe ipotesi di reato gravissime, come l’attentato all’integrità territoriale e alla libertà della Repubblica. Dopo gli arresti dell’ottobre scorso per corruzione e riciclaggio, tuttora avvolti nel riserbo, l’indagine si è allargata. Intanto ai capitani reggenti Matteo Rossi e Lorenzo Bugli sono state inoltrate ieri due richieste per riunire i consiglieri allo stesso tavolo: l’una avanzata dal Movimento Rete che ha tenuto una conferenza stampa; l’altra da Domani Motus Liberi. Nel terremoto generale che ha travolto San Marino, mette le mani avanti anche Repubblica Futura, che stasera riunirà il coordinamento per valutare il da farsi.

Il segretario di Stato Luca Beccari ha parlato a nome del governo spiegando che: «Metteremo in atto tutte le azioni necessarie per tutelare San Marino. Stiamo mantenendo aperto il dialogo con le istituzioni europee e i gruppi politici. È agghiacciante che si possa cercare di risolvere una vicenda giudiziaria arrivando a minacciare il percorso di Associazione di San Marino all’Unione Europea».

Secondo quanto dichiarato dal dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio qualche giorno fa, gli inquirenti avrebbero compiuto ulteriori arresti e sequestri probatori, anche a carico di non meglio precisati «esponenti politici», dichiarando di avere scoperto un piano eversivo volto a costringere le autorità ad un’indebita trattativa con gli indagati. Queste condotte criminose, come ha ricordato ieri Rete, «starebbero addirittura ostacolando la firma dell’Accordo di associazione con l’Europa».

Tensione alle stelle

Uno dei reati ipotizzati, l’attentato contro la libertà perpetua e l’integrità della Repubblica, è fra i più gravi del nostro ordinamento, che commina una pena da quattordici a ventiquattro anni di prigionia a chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio della Repubblica alla sovranità di un altro Stato ovvero a menomare la libertà o l’indipendenza di San Marino».

Da qui la richiesta di trasparenza. «L’identità dei soggetti coinvolti in un piano che starebbe mettendo in pericolo l’indipendenza e l’integrità territoriale della Repubblica non può essere celata dal segreto», chiosano dal movimento. Stando all’agenzia EuAlive, negli ultimi giorni sarebbe finita in manette una coppia di coniugi, non meglio precisata, proprio come avvenuto all’inizio dell’indagine in ottobre.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui