La consigliera cambia partito e viene citata per 50mila euro ma resta ferma sulle sue posizioni. «Convinta della mia scelta ma è fuorviante rappresentare la questione come se avvenisse tra privati». Di recente Michela Pelliccioni è balzata al centro delle cronache politiche locali per un caso politico giudiziario senza precedenti nella storia di San Marino.
Cambio di partito, Pelliccioni non arretra: “Confermo con coerenza la mia scelta”
Il caso
Eletta nel movimento Domani - Motus Liberi, il 16 luglio 2025 Pelliccioni ha deciso di lasciare il partito pur mantenendo il proprio seggio in Consiglio, confluendo nel Gruppo misto come consigliera indipendente di opposizione.
A fine agosto scorso, D-Ml ha avviato un’azione legale formale contro di lei, notificandole una citazione in giudizio con una richiesta di risarcimento danni fino a 50mila euro. Secondo lo statuto di D-Ml all’articolo 24, chi viene eletto in seno al partito è sottoposto a un vincolo di mandato. Pertanto chi abbandona il gruppo consiliare avrebbe l’obbligo di rassegnare le dimissioni per cedere il posto al primo dei non eletti. Certo è che ci si addentra in una vicenda inedita per il Titano che vede incrociarsi il tema dell’addio al partito di origine e quello della libertà del mandato consiliare. Il caso è stato persino portato all’attenzione dell’Ufficio di presidenza per le sue implicazioni di natura istituzionali.
Il commento
«Al momento preferisco non entrare nel merito della vicenda giudiziaria – afferma la consigliera Pelliccioni contattata per una replica - ma una precisazione la ritengo doverosa. L’attività promossa da Domani Motus Liberi riguarda eccome le istituzioni e, direttamente, l’attività consiliare. È quindi fuorviante rappresentare la questione come se si trattasse di una questione tra privati e estranea al ruolo istituzionale o politico che ho svolto e svolgo.
Per quanto mi riguarda - ribadisce ancora - resto convinta della scelta compiuta al momento della mia uscita. Ho sempre ritenuto e continuo a ritenere che un consigliere debba poter svolgere il proprio mandato in piena libertà e autonomia. È una convinzione che ha guidato la mia scelta allora e che continua a guidare il mio impegno oggi. Per questo vado avanti per la mia strada con coerenza e convinzione».