“A San Marino cento gatti spariti nel nulla nell’arco di un anno”: allarme dell’Apas

San Marino
  • 17 aprile 2026

«Cento gatti spariti nel nulla in un anno». A far scattare l’allarme è Emanuela Stolfi, presidente di Apas (Associazione protezione animali sammarinese) che segnala «un incubo mai finito». È stato constatato che i gatti continuano a sparire sin dalle prime segnalazioni apparse nell’aprile del 2025. Gli episodi, che riguardano soltanto gatti domestici, sono lievitati in modo esponenziale in tutti i Castelli di San Marino, dov’è ormai routine affiggere o postare Sos, nel tentativo di ritrovare il proprio felino.

«A far perdere le tracce è, in media, un micio alla settimana - fa presente la referente di Apas-. Se all’inizio di quest’anno, il fenomeno sembrava essersi attenuato, a fronte di casi più sporadici, ora gli appelli sulle nostre pagine hanno subìto una nuova impennata». Uno scenario che rinnova le preoccupazioni spingendo ancora una volta il sodalizio «a richiedere alla gendarmeria di intensificare i controlli notturni». Dati alla mano, la casistica va oltre le eventuali predazioni di lupi o gli incidenti stradali, considerando la mancanza del successivo recupero di carcasse, e va oltre all’abitudine propria degli animali anziani di andare a morire in luoghi tranquilli.

Da qui un’ipotesi inquietante: «Riteniamo - non la manda a dire Stolfi - che dietro a questo mistero ci sia la mano di più persone, forse addirittura una organizzazione». La paura, diffusa tra la gente, è che sotto al “giallo” risieda un’atroce verità che riguarda il traffico illecito di animali, in questo caso i gatti. Un business in piena regola che si riscontra da Nord a Sud, con esportazioni di vittime sacrificali anche all’estero. Stando al comitato “Anima”, la spiegazione potrebbe essere anche più terribile: «Una inchiesta dell’emittente britannica Bbc (effettuata nella scorsa estate, ndr) ha portato alla luce una realtà scioccante: una rete criminale internazionale dedita alla tortura e all’uccisione di gatti per motivi di sadismo sessuale e lucro. Un mercato nero disumano, capace di operare nell’ombra, tra piattaforme oscure e complicità silenziose». In particolare nel Dark web, un vero e proprio covo digitale, non mancano sfide all’ultima tortura e gare a chi uccide più bestiole nel minor tempo possibile. Attraverso app criptate si condividono in un clic o si acquistano video con mici appesi, squartati o mutilati, nell’ultima frontiera del male 2.0.

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