San Marino, viaggio tra i ristoranti che riaprono – Gallery

«Un andamento che, dopo una settimana di purgatorio, dovrebbe crescere, fino al vero giro di boa auspicato per il 26 aprile». I ristoranti del Titano di nuovo aperti anche di sera, a partire da ieri, fino alle 21.30. Con un orario che si prolungherà: dal 18 aprile le serrande verranno chiuse alle 23 e dal 26 aprile scatterà il no limits orario. Ma sebbene le maglie del Decreto vadano allargandosi, i ristoratori non possono ancora dirsi arrivati. Come spiega Luigi Sartini, presidente di Usot: «Questa sarà una settimana interlocutoria perché già alle 21.15 bisognerà invitar i clienti ad andar via. Aspettative maggiori sono pertanto riservate alla settimana seguente e soprattutto concentrate sulla fine del mese». E Sartini precisa che «ad uscire di casa sono i giovani, perché la gente è ancora spaventata e chi ha qualche anno di più ci pensa, prima di muoversi». Intanto fa presente che «proprio nella mattinata di ieri l’Usot ha lanciato un appello, perché tutti rispettino le regole. Per non rischiare di tornare indietro, azzerando i sacrifici affrontati». Parlando invece in veste di titolare del ristorante Righi che ripartirà da oggi, Sartini puntualizza che al momento ha solo «una decina di prenotazioni per il weekend». Nessuna sorpresa commenta, concludendo, esattamente come riguardo all’ultimo Decreto, perché «le nuove disposizioni sono la risposta che aspettavamo – commenta – rispetto alla campagna vaccinale condotta finora».

Il giro dei locali

Dal canto suo l’hotel ristorante Il ritrovo dei lavoratori per ieri sera registrava «una ventina di prenotazioni su un’ottantina di coperti, sempre con tavoli da 4 persone, disposti a 1,50 metri di distanza». E dal locale precisano che «degli italiani hanno telefonato, per informarsi, ma hanno rinunciato, vista la chiusura alle 21.30 ed il coprifuoco alle 22».

Ma aggiungono che «forse arriveranno nel weekend, restando in albergo». Dalla Spingarda intanto si rilevano «60-70 prenotazioni di sammarinesi per il weekend». Invece Stefano Raggi, titolare della Fratta, altro noto ristorante del centro storico, parla «di 3 prenotazioni per la riapertura serale e meno di 10 per il weekend. Su 80 posti, dimezzati rispetto a quelli prima della pandemia». E precisa che «l’utenza domestica non dà da vivere a tutti, perché molti locali hanno bisogno dei turisti». Ma aggiunge che forse dopo questa «settimana di purgatorio, col prolungamento dell’orario, cambierà progressivamente il ritmo delle prenotazioni».

Fine settimana, l’attesa

In linea l’hotel ristorante Il Cesare che di media rileva «un paio di tavoli riservati a sera su 25 posti, rispetto ai 50 pre-Covid. Posti – spiegano – ritagliati in un ampio spazio articolato in due sale, di cui una interna speculare». Commentando poi che il ritorno «alla normalità sarà graduale». Il Bar Guaita che, gestito da Daniel Francesconi, conta un’ottantina di coperti tra interno ed esterno, non nota «grandi differenze, perché chi veniva a pranzo, sceglierà la sera e col weekend si prevede il pienone». Andando fuori dal centro storico, presso il Del ghetto di Ottavio, sono invece «15 i posti prenotati su 52 disponibili. Con cifre simili segnate in agenda anche per il sabato». Fermo restando che «in questo stesso periodo prima del Covid arrivava un centinaio di avventori». Ultima voce nel coro, quella del pub Time off, dove si è ripartiti «con 3 tavoli su 10, con numeri in risalita da sabato».

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