San Marino. Studio: rischio infezione 7 volte più alto nei non vaccinati

Su 24.000 sammarinesi che, al 31 agosto scorso, avevano completato la vaccinazione anti-Covid, sono 149 quelli che si sono infettati. E di questi il 96% è risultato asintomatico o paucisintomatico. E’ quanto risulta da una prima analisi dei dati dello studio in corso tra l’Istituto per la Sicurezza Sociale e l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma sui vaccini contro il Covid. I numeri sono stati resi noti oggi durante la conferenza stampa dell’Iss sammarinese sulla situazione della pandemia e della campagna vaccinale nel territorio. Confrontando il dato delle infezioni tra vaccinati e non vaccinati a San Marino, è stato spiegato, il rischio di infettarsi è attualmente sette volte più alto nei non vaccinati rispetto a coloro che hanno completato il ciclo di immunizzazione primaria. Sul Titano, a oggi, i vaccinati sono 49.081 di cui 23.180 con la prima dose e 25.188 con la seconda o con la dose unica e 713 quelli che hanno ricevuto la dose di richiamo (booster). Passando ai contagiati individuati dall’inizio della pandemia fino alla mezzanotte di ieri, a San Marino se ne contano 5.711 di cui: 125 positivi attivi (età media 39 anni, sono 63 femmine e 62 maschi), 92 decessi e 5.494 guarigioni. Quanto alle ospedalizzazioni, dall’inizio della campagna vaccinale all’11 novembre, sono state 211 le persone ricoverate in ospedale perché positive al Covid-19. Di queste, fa notare l’Iss, 20 avevano completato il ciclo di vaccinazione (14 con vaccino Sputnik V e sei con vaccino Pfizer-BioNTech), mentre le restanti 191 non risultavano vaccinate. Da questi dati, spiega l’Iss, emerge che il rapporto di ospedalizzazione a San Marino tra i vaccinati oscilla tra lo 0,075% (Sputnik V) e lo 0,16% (Pfizer), mentre tra i non vaccinati è del 5,95%.

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