San Marino, Rf attacca: “Giustizia, i conti non tornano”

«Il piano della “terra da ceci” in Tribunale è finalmente compiuto». Ne è convinta Repubblica futura dopo il risultato dell’ultimo Consiglio Grande e Generale.

Un piano, scrive Rf, che ha vista come prima mossa la nomina del “nuovo” Consiglio Giudiziario istituito nonostante le «nostre obiezioni ovviamente rigettate senza alcuna spiegazione da parte della maggioranza».

Rf ricorda quindi di aver «proposto anche di evitare di indicare che venissero scelti avvocati che erano stati negli ultimi due anni difensori di giudici in servizio presso il Tribunale» ma anche questa obbiezione non è stata considerata. «Sarà solo una caso – sottolinea Repubblica Futura – che tra i nuovi nomi indicati come componenti del Consiglio Giudiziario vi sia proprio chi è stato avvocato del giudice Valeria Pierfelici».

Altro punto di “non convergenza” la modifica della codice penale con l’introduzione del terzo grado di giudizio «norma che contiene anche buone innovazioni» ma che con la sua declinazione «in maniera sintetica, imprecisa, non definita nelle forme e nei tempi» fa «capire quale era il vero obiettivo: trovare un modo, appunto, per far finire in nulla il processo Mazzini».

Per Rf si tratta appunto di «un vero e proprio articolo ad hoc, fatto proprio adesso per cancellare dieci anni di storia politica e giudiziaria del nostro Paese». «Con che faccia – si chiede l’opposizione – gli attuali partiti potranno chiedere sacrifici ai sammarinesi – magari attraverso la riforma delle pensioni o quella dell’Igr – dopo aver deciso di assolvere per via politica degli imputati eccellenti?».

Maggioranza che ha presentando «all’ultimo minuto un emendamento, sulla base di una precisa proposta fatta da Repubblica Futura» un emendamento «per limitare il rischio che il terzo grado di giudizio servisse a mandare tutto in prescrizione. Rischio, purtroppo, non scongiurato del tutto» per cui Rf non l’ha votato».

Repubblica Futura rimarca quindi che «continua a lottare affinché i processi possano giungere al loro termine, gli imputati difendersi e non arrivino invece, con un tempismo perfetto, leggi fatte su misura per certi processi». La lista delle accuse al Governo è chiusa dalle osservazioni sulla nomina «di due nuovi Uditori per il Tribunale. Prima la maggioranza approva una norma per permettere a due congiunti di essere l’uno/a avvocato, l’altro/a giudice: possibilità prima preclusa per ovvie ragioni di buon senso e opportunità, legata all’indipendenza di giudizio del Tribunale, ora non più. Poi, guarda caso, uno dei due uditori vincitori del bando è un congiunto di un consigliere di maggioranza di professione avvocato, oltre ad essere stato fino a pochi mesi fa segretario particolare della segreteria alla Giustizia». Si chiede ironicamente l’opposizione: «può essere il soggetto più bravo del mondo, ma come è possibile non vedere l’enorme inopportunità (o addirittura incompatibilità) di questa situazione?». Amara la conclusione di Rf: «la maggioranza continua ad occuparsi solo del tema della giustizia e, ogni volta che interviene, crea situazioni utili – prima di tutto – a tutelare i propri amici».

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