San Marino, al referendum doppia vittoria del sì

San Marino, al referendum doppia vittoria del sì

SAN MARINO. Sì alla modifica della legge elettorale e sì anche alla legge di revisione costituzionale del 28 marzo 2019. È il risultato del primo referendum senza quorum che si è svolto ieri a San Marino.

Affluenza
Affluenza in calo rispetto al referendum del 2016: -5,57%. Su 34.458 aventi diritto suddivisi in 49 sezioni, hanno votato in 14.462 pari al 41,97% della popolazione. Fra gli interni (22.661) hanno votato in 13.977 (61,68%) per un -8,02%; fra gli esteri (11.797) in 485 (4,11%) per un -0,72%. Flessione massima di elettori a Chiesanuova con -12,18%.

Primo quesito
Referendum propositivo per la modifica della legge elettorale (scheda azzurra).
Voto interno: su 13.652 voti, il sì ha ottenuto il 60,50% pari a 8.259 preferenze; il no si è fermato al 39,50% frutto di 5.393 voti. Schede bianche 169, schede nulle 158.
Voto estero, 468 schede: il 63,03% degli elettori ha scelto il sì (295 voti), mentre il 36,97% ha puntato sul no (173 voti). 11 le schede bianche, 6 le nulle.
Totale: 14.120 voti, 60,58% per il sì (8.554 preferenze); 39,42% per il no (5.566). Schede bianche totali 180, nulle 164.
«La soddisfazione è tanta – sottolinea Matteo Rossi del comitato promotore – anche perché il quesito era piuttosto complicato. La posizione contraria del governo, ci ha dato una spinta determinante».
Vladimiro Selva del comitato contro la modifica della legge, non fa drammi: «C’è stata una vittoria netta del sì, ma il dato non ci stupisce. Era una partita in salita che abbiamo voluto giocare lo stesso e abbiamo perso. Onore ai vincitori: mi dispiace perché con questo voto i cittadini hanno deciso che non saranno più loro a decidere».
Il risultato del voto si trasmette alla situazione politica. Alessandro Mancini del Ps sintetizza: «Dobbiamo dire grazie al governo che ha indetto una conferenza in cui ha invitato i sammarinesi a votare no e ha perso. Il governo deve andare a casa».
Ma Mimma Zavoli (Civico 10) non ci sta e divide l’esito delle due votazioni: «Riconosciamo la sconfitta. È un referendum, non si tratta di elezioni politiche».

Secondo quesito
Referendum confermativo della legge di revisione costituzionale del 28 marzo 2019 per introdurre il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale (scheda gialla).
Ancora più netta la vittoria del sì. Dopo 25 seggi scrutinati su 49 il sì raccoglie il 71,37% dei consensi, 6.222 voti; contro il 28,63% del no pari a 2.496 schede; 165 le bianche, 94 le nulle.

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