San Marino, Osla incontra il Fondo monetario: «Bisogna risollevare l’economia»

SAN MARINO. La priorità per San Marino è il rilancio dell’economia e per farlo bisogna liberare risorse dal bilancio pubblico da destinare allo sviluppo economico del Paese. L’ Organizzazione sammarinese degli imprenditori ha incontrato lunedì la delegazione del Fondo monetario internazionale per ribadire il suo impegno nel sostenere le piccole e medie imprese e ha inoltre presentato le azioni necessarie per rilanciare l’economia del Paese, tra cui: stabilizzare il sistema bancario, ridurre la spesa pubblica, favorire lo sviluppo di infrastrutture, investimenti, turismo e commercio.

Osla ha sottolineato che il sistema imprenditoriale è costituito al 90% da imprese con meno di 10 persone, dato fortemente condizionato dalla morfologia del territorio sammarinese. Perciò bisogna valorizzare e proteggere le Pmi e i lavoratori autonomi soprattutto nei settori del turismo, del commercio e dei servizi. Un’altra novità che potrebbe essere introdotta nel sistema imprenditoriale è l’imposta sul valore aggiunto.
L’Iva però non verrà aggiunta fin quando l’Osla non effettuerà tutte le valutazioni necessarie sull’impatto che tale imposta apporterà all’intero sistema economico ed esorta a ragionare su un sistema misto che prevede l’immissione dell’Iva in determinati settori ed il mantenimento dell’imposta monofase per i settori che cedono beni e servizi ai privati.

Per quanto riguarda le infrastrutture è stata messa in risalto l’urgenza di rendere agevole il collegamento tra Italia e San Marino tramite mezzi ecologici e veloci che risulterebbero utili sia per gli scambi commerciali che per le attività turistiche.
In pratica bisogna abbandonare quelle politiche protezionistiche e assistenzialistiche che gravano sul bilancio statale svantaggiando lo sviluppo del lavoro. Infine Osla ha fatto presente al Fmi l’importanza di una riforma complessiva del lavoro, rendendo più flessibili le procedure di assunzione che talvolta riscontrano complicazioni.

Infatti se un datore di lavoro assumesse un lavoratore a tempo determinato per un periodo superiore a quello di prova per poi non rinnovargli il contratto per mancata idoneità, non potrebbe assumere un altro lavoratore con la medesima qualifica per almeno tre mesi. Questo aspetto danneggia sia la le aziende che non possono dare lavoro, sia gli imprenditori che non sono liberi di scegliere i loro impiegati.

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