San Marino, niente navette e pullman: la protesta dei negozianti

Niente navetta, né pullman, così «una parte del Centro storico è in ginocchio». Sale la protesta dei commercianti approdando al Palazzo Pubblico. Erano una cinquantina ieri gli operatori economici che hanno chiesto di esser ascoltati dal Governo. Sul tavolo la richiesta di un’equa distribuzione dei flussi di turisti che, per spostarsi sul Titano, usano il trenino come navetta. «Si tratta di un’iniziativa non organizzata da Usc – spiega la presidente Marina Urbinati – ma nata spontaneamente dagli operatori, dopo che abbiamo prodotto a chi di dovere molti documenti sulla questione, restando inascoltati». Ed aggiunge: «Quello della navetta doveva restare un servizio equo per tutti nel Centro storico, mentre si è ridotto a scavalcarne una parte, peraltro già lasciata al degrado». Mettendo i puntini sulle “i”, precisa che in ballo sono «la zona dell’ex stazione ed il piazzale Calcigni, luoghi che hanno ospitato a lungo a parcheggi per i pullman turistici». Pullman che «non si vedono quasi più dall’inizio della pandemia, innescando dinamiche a catena che hanno fatto soffrire e fanno soffrire queste due aree del centro», segnala la presidente. Che sottolinea: «L’Usc aveva già evidenziato tali problematiche, producendo dati ufficiali, ma senza ottenere ascolto. Tra l’altro – nota – tanti negozi hanno chiuso i battenti e quelli che restano si trovano in forte difficoltà. All’ex stazione, per fare un esempio, rimangono in piedi solo 7 attività». Da qui la proposta dell’Unione: riorganizzare il servizio della navetta, su due linee. In breve, chiarisce, «si dovrebbe prevedere un percorso più corto che dal “parcheggione” vada verso le zone in difficoltà ed un altro che si diriga invece verso la parte alta». Perché le opzioni sono due, nota, «o i flussi turistici vengono distribuiti in maniera equa, oppure si decide di lasciare chi arriva a visitare il Titano libero di fare i giri che preferisce». Ma in ogni caso puntualizza: «Usc continuerà a battersi affinché vengano installati cartelloni con tempistiche di percorrenza chiare, in modo che i turisti possano spostarsi anche a piedi. Ma soprattutto perché siano messi in condizione di poter scegliere cosa visitare ed in che modo».

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