San Marino. Legge costituzionale, giudici e avvocati approvano

Una legge che mantiene «il giusto equilibrio fra poteri dello Stato, nel rispetto dell’indipendenza della giurisdizione e delle tradizioni peculiari dell’ordinamento sammarinese». Così, in un documento a firma congiunta. il dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio e il presidente dell’Ordine degli Avvocati e Notai, Maria Selva, commentano la legge sul nuovo ordinamento giudiziario, approvata venerdì in Aula. E sollecitano nuovi passi: il completamento del pacchetto di riforme legate alla giustizia, «con la rapida approvazione della legge di modifica della proceduta penale» che renderebbe «effettive le garanzie del giusto processo e implementarne l’efficacia».

La politica

Il Pdcs applaude ad una riforma attesa da molto tempo. «Un punto di arrivo del percorso di ristrutturazione del Tribunale – scrive – che ha visto il cardine nella nomina del presidente Canzio a dirigente», assicurando a breve il completamento del «pacchetto giustizia», come delle altre riforme strutturali. Anche il Partito socialista manifesta soddisfazione per una riforma necessaria, nella fiducia verso il dirigente Canzio quale garanzia di «stabilità nella amministrazione della giustizia», e sollecita una legge di bilancio che liberi risorse per lo sviluppo.

Il Movimento ideali socialisti (Mis) parla di una «buona riforma» e per questo votata anche come forza di opposizione, auspica però che il Parlamento vigili attentamente per evitare distorsioni nella sua applicazione.

«Vigilanza rispetto ad effetti distorsivi» che assicura darà il gruppo misto di maggioranza. Un sì alla riforma di Denise Bronzetti, Sandra Giardi e Grazia Zafferani per far cessare «il clima avvelenato, le minacce sui singoli consiglieri, le prove di forza dentro il Tribunale e in Aula».

Di tutt’altro avviso Repubblica Futura. La forza d’opposizione parla di «terra da ceci», evoca un «disegno compiuto per mettere definitivamente le mani della maggioranza sull’amministrazione della politica giudiziaria». Definisce «un clima cupo e preoccupante» il dibattito avvenuto in Aula, e parla di «pressioni interne ed esterne» per arrivare al varo della legge.

Per Giuseppe Morganti di Libera, la legge ha creato un «Monstrum che non sarà facile tenere a freno». E parla di una «sconfitta della democrazia» perché la riforma «svincola il potere giudiziario dal resto dei poteri» e «dietro la scusa del diritto all’autonomia della magistratura, colloca il potere giudiziario in una sfera privilegiata priva di contropoteri».

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