San Marino. Il vescovo: «Aborto, il ricorso va limitato»

«Migliorare la legge per limitare il ricorso all’aborto». E’ questo l’auspicio formulato dal vescovo della Diocesi di San Marino e Montefeltro, monsignor Andrea Turazzi, in vista dalla convocazione della Commissione consiliare che oggi avrà il compito di redigere il testo definitivo di legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, recependo la volontà popolare espressa con il referendum del 26 settembre 2021.

In una nota inviata nella giornata di ieri, quindi, desidera condividere «qualche pensiero costruttivo e schietto» monsignor Turazzi, che prende la parola «nel pieno rispetto delle Istituzioni e delle procedure democratiche». Non è sua competenza, riconosce, né suo compito «intervenire sugli aspetti tecnici» ma sottolinea «alcune esigenze etiche». Anche se per un cattolico nessuna legge può rendere lecita la soppressione di una vita, ribadisce che «è importante migliorare la legge e limitare il ricorso all’aborto». Auspica dunque che tutte le forze politiche «adempiano la promessa fatta in campagna referendaria: dare vita ad una rete di prevenzione e investire di più nell’educazione al rispetto del corpo e delle relazioni affettive». Intanto invita a fissare «il limite temporale» dell’aborto, vietando il commercio di tessuti umani e riconoscendo il diritto all’obiezione di coscienza per medici e paramedici.

Unione donne

«Non basta dopo 18 anni di lotte vincere un referendum con il 77,3% dei voti per avere una legge laica e rispettosa delle scelte personali», commentano le referenti dell’Unione donne che, promotrici del referendum criticano il percorso proposto dalla controparte e definito «obbligato e ad ostacoli, per far sentire in colpa più che per informare». Anticipano infine che oggi ascolteranno il dibattito dalla Tribunetta «segnalando chi non dimostrerà responsabilità e serietà politica, oltre che rispetto della volontà popolare».

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