San Marino, il chirurgo estetico: “Calo drastico delle operazioni in estate, la gente ha scelto le vacanze”

Chirurgia estetica, crollo degli interventi per la sete di vacanze post pandemia. A segnalare la novità che ha travolto i mesi compresi da giugno ad agosto è il medico sammarinese Davide Forcellini, specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica che annovera tra i suoi pazienti anche moti cittadini italiani.


Dottor Forcellini, può illustrarci l’andamento degli interventi chirurgici nell’ultimo biennio?

«Nella mia attività ho notato un ricorso importantissimo, per non dire estremo alla sala operatoria, fino a maggio, dopodiché è subentrata una percezione davvero strana rispetto al passato, quando il trend si manteneva costante tutto l’anno, salvo un lievissima flessione nei mesi estivi. Per la prima volta dopo anni si è infatti registrato un calo molto pesante che ha interessato tutta l’estate. Tradotto. Interventi chirurgici azzerati a giugno, con luglio e agosto quasi in linea. Dati alla mano, nel periodo estivo il calo equivaleva invece al 50% rispetto alle altre stagioni, fermo restando che negli altri mesi si è raggiunto il +200% degli interventi, per cui un meccanismo di bilanciamento era inevitabile».

Davide Forcellini, specialista in Chirurgia plastica


A suo avviso qual è il motivo del cambiamento di rotta?

«Confrontandomi con i colleghi è emersa un’anomalia di sistema molto marcata rispetto al passato. La necessità di uno stacco netto, il desiderio di voltare pagina, con ogni probabilità, ha fatto passare tutto il resto in secondo piano. Ovvero. Tanti non si concedevano vacanze da due anni causa pandemia e non organizzavano più viaggi all’estero. Senza dimenticare le ferie saltate all’ultimo per la contrazione dell’infezione. Ecco perché tante operazioni sono slittate all’autunno. Il ritorno della normalità ha coinciso, com’era comprensibile, con una sorta di tana libera tutti. A restare costante invece è stato il trend degli interventi estetici, ossia le procedure poco invasive che hanno retto a pieno regime».


Quanto ai giovanissimi, rileva delle novità?

«Negli ultimi due anni si è registrata una maggior richiesta di accesso alle procedure di chirurgia estetica per i neomaggiorenni, con un +30 o 40%, e un’attenzione rivolta in prevalenza al proprio viso. Quando arrivano, i giovani hanno le idee molto chiare, forti di numerosi confronti sui social. Tuttavia i canoni di bellezza che catturano il loro interesse sono spesso effimeri, perché tengono da conto immagini di attori o cantanti. Foto di soggetti molto truccati peraltro e quasi sempre photoshoppate, con volti ben diversi nella realtà rispetto allo scatto in cui un grande fotografo li ha immortalati. Quanto ai minorenni restano com’è giusto limitazioni importanti, in primis perché non possono decidere senza i genitori, e in seconda battuta perché gli unici interventi chirurgici ammessi per questa fascia d’età sono le otoplastiche riservate a chi ha le orecchie a sventola. Un intervento che si può fare anche su bambini, seppur con tutte le valutazioni del caso, per evitare che vengano bullizzati, con un impatto negativo sulla crescita. Dire “sì” è possibile anche perché l’orecchio è l’unico organo completamente formato già verso i 7-8 anni. Un’altra operazione consentita, ma con una corda che si riduce, sono le rinoplastiche, specie se un naso deviato o importante provoca ripercussioni sulla respirazione o sulla psicologia del bambino».


Da chi è costituita la fetta maggiore della sua clientela? E quale ritmo di lavoro le riservano i prossimi mesi?

«La maggioranza della mia clientela è formata da donne con range dai 30 ai 60 anni, anche perché a differenza della ragazzine possono contare su una maggior capacità di spesa. Riguardo invece agli impegni, questo mese il lavoro è ripreso a ritmo serrato e l’agenda è fitta di impegni sino a Natale».

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