San Marino. Ercolani (Usot): “Se le bollette aumentano, gli hotel resteranno chiusi fino a Pasqua”

SAN MARINO. «Se aumenteranno le bollette, il 90% degli alberghi chiuderà fino a Pasqua». Non usa giri di parole Rossano Ercolani presidente dallo scorso maggio dell’Unione sammarinese operatori del Turismo (Usot). «Dati alla mano, per gli hotel, nel 2020 si è registrato il -75% di media rispetto al 2019. Nel 2021 si è cominciata a risalire la china, toccando il -50%. È andata appena meglio per i ristoranti che sono rimasti nell’ordine di perdite del -50% per il 2020 e del -30% nel 2021». Quanto al 2022 «sul fronte ricettivo i primi cinque mesi dell’anno non sono andati benissimo, con un -25% di calo, fino al cambio di rotta che si è registrato da giugno a agosto, quando – prosegue Ercolani – siamo tornati in linea con i fatturati del 2019». Settembre, continua ancora il presidente Usot, si preannuncia invece in linea con il periodo pre-pandemia.

Lo scoglio bollette
Avendo due alberghi sul Titano e 8 nel Belpaese, l’imprenditore individua nelle utenze il punto che fa la differenza tra i due Paesi. «In Italia le bollette luce sono aumentate di 4 volte e mezzo rispetto al 2021, mentre a San Marino finora il Governo è riuscito a calmierare le tariffe con un aumento nell’ordine del 30-35% per luce e gas, ma – allarga le braccia – si vocifera che, com’è più che comprensibile, ci saranno inevitabili incrementi». Perciò se le tariffe toccheranno cifre da capogiro, a suo avviso «il 90% del comparto ricettivo dovrà chiudere i battenti, in attesa del periodo pasquale». Una scelta inevitabile, dichiara, «non rientrando con gli incassi, a fronte oltretutto di un quinto di clienti rispetto a quelli estivi». Al momento viaggiano invece sul 25% gli incrementi delle derrate alimentari che sono in linea con i rincari oltreconfine perché di solito, chiarisce, vengono acquistate in Italia, «mentre continua l’impennata dei prezzi di latte e latticini».

Servizio lavanderia alle stelle
Aggiunge un altro tassello allo scenario da tempesta perfetta, puntando i riflettori sul settore delle lavanderie costrette a aumentare del 30% i prezzi. «È una delle voci di bilancio che pesa di più ma di cui non si può certo fare a meno», riconosce. Riguardo ai prossimi eventi nota che il picco delle presenze sarà conquistato dal Rally Legend «che a metà ottobre garantirà quasi il sold-out, con le tariffe più alte in assolute, poi seguirà un fisiologico calo sino a metà dicembre poco prima della ripresa decretata da “Il Natale delle meraviglie” che raccoglie grandi consensi».

Inverno in vista
Armellini si dice tanto ottimista quanto speranzoso, perché «la gente è stanca e nonostante le difficoltà alle porte ha voglia di uscire ma – alza le mani – il problema sarà riuscire a rimanere aperti». Dati alla mano analizza un 4 stelle business che a febbraio 2021 ha incassato 35mila euro, pagando bollette del gas per 2.700 euro e di 2.500 per la luce, notando che se a breve le utenze volassero a 20mila euro, sarebbe impossibile resistere. E rincara: «Chiuderemo per l’inverno se non arriva un credito d’imposta, come si vocifera, del 50% e una calmierazione dell’80% del prezzo dell’energia elettrica al kilowattora, riducendo di 4 volte la bollette. Al momento di accendere il riscaldamento il 90% degli alberghi deciderà di chiudere, non si possono tenere al freddo i clienti, specialmente – conclude – quelli anziani o fragili».

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