San Marino, ecco la nuova riforma previdenziale

Approvata ieri sera dal Consiglio la riforma previdenziale con 33 voti a favore, 15 contrari e un astenuto. Ha attraversato le sue ultime battute durante lo sciopero generale di martedì scorso il progetto di legge sulla riforma pensioni, per vedere poi la luce senza accogliere nessuno degli emendamenti condivisi dai sindacati.

Riduzione scontistica Smac

La seduta di ieri è cominciata riprendendo l’esame dell’articolato della Riforma, dall’articolo 34 “Contributo temporaneo dello Stato al Fondo Pensioni Lavoratori Subordinati”, in cui sono inseriti la riduzione del rimborso Smac per l’acquisto di carburante di 0,5 euro a litro (che passa da 0,15 euro a 0,10), l’aumento del prezzo per i tabacchi di 0,10 euro a pacchetto, misure finalizzate a rimpinguare il Fondo pensioni. Il Segretario alla Sanità Roberto Ciavatta è intervenuto per puntualizzare come si tratti di un intervento temporaneo per l’avvio della riforma e «senza – ha ricordato in aula – lo Stato dovrà mettere 2.5 milioni di euro in più, ed è vero che c’è una riduzione dello sconto, ma a San Marino il costo della benzina è già competitivo». L’emendamento abrogativo di Domani Motus Liberi viene infine respinto con 22 voti contrari, 19 favorevoli e un non votanti.

Polemiche a go go

All’Articolo 40 sulla “Sospensione dell’erogazione dei trattamenti previdenziali in caso di pendenze contributive” viene presentato un emendamento concordato, sottoscritto da tutti i gruppi che esplicita come il lavoratore dipendente sia escluso dalla sospensione prevista dall’articolo. All’articolo 41 “Imposta di bollo” viene accolto un emendamento presentato da maggioranza e gruppo misto che specifica come l’imposta di bollo valga anche per Fondiss. Stesso per l’ultimo emendamento all’articolo 44 “Entrata in vigore” per specificare che l’articolo 37 “Soppressione dell’obbligo di chiamata a vita per ipotesi di menomazione in stato irreversibile” che precede l’entrata in vigore della legge. Andrea Zafferani di Repubblica futura ribadisce che l’opposizione non è riuscita a presentare emendamenti per mancanza del numero di firme. Eva Guidi di Libera ha parlato del sottofondo di uno sciopero generale con cui è iniziato l’esame di una legge che doveva essere un pilastro delle riforme del Paese ma è apparsa senza delle vere risposte ai problemi.

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