San Marino: “Congelati i fondi russi, sostituiremo Sputnik con Pfizer”

«Le ripercussioni dalla Russia dopo le sanzioni? Sono criticità che avremmo affrontato comunque, come il resto d’Europa». A dichiararlo nella conferenza stampa di ieri il Segretario per gli Affari esteri, Luca Beccari. Il Titano non teme le conseguenze dei provvedimenti sanzionatori emanati in linea con l’Unione europea, in quanto segnale del «forte sentimento di condanna per l’aggressione russa in Ucraina», nonché conseguenza «dell’integrazione del territorio» nell’ambito Ue. Nessun timore poi per l’eventuale blocco di rifornimenti Sputnik. «Le vaccinazioni – rileva Beccari – si faranno con le scorte del siero russo, ma anche con i vaccini disponibili, tra cui Pfizer, che usiamo da 9 mesi». Stessi toni analizzando il fronte turismo perché, sdrammatizza, i «russi non sarebbero arrivati comunque, se non con il paracadute». Quanto a materie prime e gas, evidenzia «criticità e rincari comuni a tutta Europa per motivi anche logistici».

Intanto San Marino continua a lanciare il suo «appello per il cessate il fuoco, sollecitando l’interruzione delle ostilità e la ripresa del dialogo in tutte le sedi internazionali». Pur proseguendo su tale cammino, il conflitto tuttavia continua a divampare, generando, come nota Beccari, il duplice «dramma di vittime e profughi». Perciò l’ordine del giorno della seduta di lunedì si sviluppava lungo due direttrici: l’allineamento del Titano «alle sanzioni internazionali contro la Federazione russa e la creazione di un sistema di accoglienza nei limiti delle risorse».

Le sanzioni

Di seguito illustra il decreto legge adottato lunedì «che definisce il primo nucleo di sanzioni, di natura finanziaria, tramite il congelamento di fondi e limitazioni nell’operatività per soggetti ed enti segnalati dall’Ue». Già disposte anche misure di «restrizione sulla mobilità». Ma l’escalation non finirà qui. Sono in fase di elaborazione altre disposizioni-mannaia «che riguarderanno la commercializzazione di prodotti particolari che non rientrano tra gli armamenti ma possono avere un uso bellico, come ad esempio i rilevatori Gps».

I rifugiati

Passando al tema accoglienza, il Segretario parla di «210 rifugiati in Repubblica, di cui circa 100 minori, tutti accompagnati da parenti e muniti di documenti». Metà risultano ospitati in strutture pubbliche o legate ad associazioni e metà presso famiglie che hanno messo a disposizione le loro case. In proposito il Consiglio ha adottato un regolamento per la gestione che sarà pubblicato entro oggi. Sul tavolo, precisa, il «permesso di soggiorno legato all’emergenza umanitaria» con priorità data a ricongiungimenti con i familiari per i cittadini ucraini che già vivono sul Titano. Ringraziando chi ha avviato la macchina della solidarietà, Beccari promette che si vigilerà perché «le condizioni restino accettabili, in base a posti letto e strutture». Decisione tanto più necessaria, vista l’imponente mole di lavoro per i minori «dal supporto psicologico alla mediazione linguistica, oltre all’eventuale attività formativa e didattica».

Smac Card per profughi

Un’attenzione culminata in una «delibera, per garantire forma di sussidio ai profughi mediante la Smac Card dove accreditare disponibilità in base alla composizione nucleo familiare». Già messo in conto anche il supporto ad organizzazioni volontariato, mentre resta da affrontare infine il problema dell’allacciamento utenze in case sfitte destinate ai profughi.

Gas a buon mercato per il Titano

Dispensa notizie confortanti sul versante energetico il Segretario di Stato per il Lavoro, Teodoro Lonfernini. «Poco prima dello scoppio della guerra – esordisce – abbiamo chiuso un contratto con un fornitore di primo livello, che ci darà gas per i prossimi 6 anni ad una quota molto vantaggiosa». La cifra? «Parliamo di meno di 50 euro al megawatt, mentre le cifre per luce e gas vanno da 300 euro a 600 euro alla portata». Lonfernini rassicura poi sul fronte elettricità, dove si «continua a lavorare creare infrastrutture foriere di autonomia». A chiusura annuncia infine la delibera per il deposito del pdl di riforma dell’informazione e dell’editoria.

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