San Marino, carburante alle stelle: Ucs e Unas si mobilitano

Carburante alle stelle, Ucs e Unas salgono sulle barricate, difendendo consumatori ed imprese in affanno.

Ucs

Rinegoziare i termini di vendita con l’Italia e riorganizzare il trasporto pubblico, aumentare la scontistica Smac, ma anche la deducibilità del carburante. Queste le proposte messe nero su bianco dall’Unione consumatori sammarinesi, fondando il suo ragionamento sulla necessità di abbattere le accise che incidono sul costo del carburante, oltre al prezzo netto del greggio. Accise che sono predeterminate dallo Stato italiano e basate su voci che «servivano a finanziare le “disgrazie” del passato, dalla Guerra d’Etiopia del 1935-1936 alla Crisi di Suez del 1956». Dati alla mano, l’Unione nota che «l’accisa pesa per quasi il 40% sul costo finale di benzina e diesel, un po’ meno sul gpl». E dall’associazione si fa presente che l’Italia è all’ottavo posto per la benzina e al settimo per i diesel, nella classifica delle nazioni dove il pieno risulta più caro. Poi si arriva al nocciolo della questione, visto che i carburanti venduti sul Titano sono normati dall’accordo di buon vicinato del 1939, per cui devono esser venduti ad un prezzo “inferiore a quello imposto o praticato in Italia nelle varie fasi della distribuzione”. Fermo restando che grazie al decreto 20 del 1975 lo Stato sammarinese incamera gli introiti delle accise nelle proprie casse. Altrettanto certo è che la guerra in Ucraina, fra sanzioni e minacce di blocco degli approvvigionamenti, ha causato l’impennata dei costi e la situazione per i consumatori «rischia di diventare insostenibile». In proposito Ucs propone di rinegoziare gli accordi sul prezzo di vendita, esentando o diminuendo la percentuale delle accise. A seguire chiede di abbassare la percentuale di introito percepito dallo Stato con la tassazione, ad esempio aumentando la scontistica nella Smac per i carburanti. Un’altra richiesta? Modificare il Decreto 2 del 2016 per aumentare la quota di deduzione di 750 euro sui carburanti in base alla percentuale d’aumento del prezzo. Ma non basta. L’associazione chiede lumi anche sul previsto riordino di orari e tratte dei mezzi pubblici, al momento poco fruibili.

Unas

Stessa frequenza per l’Unione nazionale artigiani per le piccole e medie imprese che ha richiesto un incontro urgente alle segreterie alle Finanze ed all’Industria per evidenziare le «grandi difficoltà in capo alle imprese che convivono con rincari fuori da ogni logica e sostenibilità». Incrementi tali da far considerare agli imprenditori la «sospensione delle attività per mancanza di economicità tra costi di produzione e volumi di fatturato», rimarcano da Unas, invitando a considerare tre punti nodali nelle misure lenitive da varare.

Primo, l’innalzamento della quota Smac da 15 a 30 centesimi, «perché con un prezzo più alto le imposte applicate sul prezzo finale aumentano». Secondo, l’estensione immediata della Smac alle imprese. E terzo il «blocco del prezzo delle utenze a fronte di potenziali ulteriori aumenti».

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