San Marino: Achille Lauro eliminato dall’Eurovision

Siete caldi?”. Come Madonna nel leggendario concerto del 1987 a Torino, Laura Pausini ha salutato il pubblico del Pala Olimpico dando il via alla seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest che ha decretato gli altri 10 finalisti che sabato sera si daranno battaglia per la vittoria finale. Belgio, Repubblica Ceca, Azerbaijan, Polonia, Finlandia, Estonia, Australia, Svezia, Romania, Serbia vanno a raggiungere Svizzera, Armenia, Islanda, Lituania, Portogallo, Norvegia, Grecia, Ucraina, Moldavia, Olanda che avevano già conquistato la finale martedì. Hanno accesso diretto alla serata di sabato anche i Big Five Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e Italia, con il duo Mahmood e Blanco. Per un totale di 25 Paesi.

Grande delusione per San Marino che schierava Achille Lauro. Il cantante ha dato la scossa al palazzetto che è impazzito con la sua Stripper, ma non è bastato per convincere giurie e televoto. Esagerato, eccessivo, travolgente il cantante, si è presentato, tra vampate di fuoco, in tuta di pizzo nero trasparente e cappello da cowboy. Prima di salire sul toro meccanico, Lauro – ripetendo un gesto già visto a Sanremo – si è avvicinato al suo chitarrista Boss Doms per un bacio sulla bocca, mandando in fibrillazione il pubblico (e quello in sala stampa). Anche Emma Muscat per Malta, conosciuta in Italia per la sua partecipazione ad Amici, è rimasta fuori.

Ad Alessandro Cattelan l’onore di aprire la semifinale con un autoironico ritratto degli italiani – con la nomea di popolo al quale manca il rigore – alle prese con la preparazione di un grande evento come l’Eurovision. Poi la gara, come ormai il pubblico ha imparato, è corsa via veloce con i 18 Paesi in gara che si sono esibiti in un’ora e mezzo. Dal rock potente di Jezebel dei Rasmus per la Finlandia, allo scenografico Sheldon Riley per l’Australia con una sorta di abito da sposa e retina pesante a coprirgli il volto, agli scatenati romeni Wrs. L’Eurovision non ha dimenticato neppure stasera la crisi in Ucraina: Laura Pausini e Mika, invocando la pace, hanno intonato Fragile di Sting e People have the power di Patti Smith. C’è spazio anche per un omaggio al Festival di Sanremo, padre putativo dell’Eurovision: “E’ la storia italiana, che va ricordata”. E allora come il Royal Wedding in Gran Bretagna o il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, Sanremo – da Domenico Modugno ai Maneskin – è la tradizione italiana. Ospite della serata Il Volo, in versione semi-virtuale con Gianluca Ginoble da remoto perché risultato positivo al Covid. Il trio ha trascinato il Pala Olimpico con una versione rock di Grande amore, con cui vinse Sanremo nel 2015 e poi partecipò all’Eurovision. Alle 23.15 i saluti di rito, ma l’eliminazione di Achille Lauro lascia l’amaro in bocca.

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