Gruppo Aeffe, già 120 licenziati. Marcello: «50mila euro della Regione per Dream Vision»

SAN GIOVANNI IN MARIGNANO. Sono 120 le persone già lasciate a casa dal gruppo Aeffe, a San Giovanni in Marignano, nel Riminese, che ha annunciato il licenziamento di 221 lavoratrici e lavoratori a partire dallo scorso 12 gennaio. Nel frattempo, continua la ricerca di un partner industriale per rilanciare l’azienda. A fare il punto, oggi in Assemblea legislativa, è l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, in risposta all’interpellanza del consigliere Fdi Nicola Marcello. Paglia definisce quella di Aeffe “una delle crisi industriali peggiori del nostro territorio regionale” e spiega che la finestra dei licenziamenti, aperta “per sei mesi”, finora “si è concretizzata per 120 persone”. Le prospettive di ricollocamento, però, non sono rosee. “Vista l’entità della crisi e il numero importante di lavoratrici e lavoratori coinvolti- sottolinea Paglia- abbiamo avuto cura di rappresentare anche ai nostri Centri per l’impiego il fatto che c’è da mettere in campo un impegno straordinario, per far fronte a un’esigenza improvvisa di impatto significativo. Da parte nostra continua a esserci la massima attenzione sia politica sul futuro industriale dell’azienda sia sociale alle persone che hanno perso il lavoro. Quell’azienda rappresentava un unicum, un player di primo livello, ed è chiaro che la ricollocazione immediata in mansioni equivalenti su quel territorio potrebbe non essere facilissima”, avverte l’assessore. Ad oggi, precisa Paglia, per la crisi del gruppo Aeffe è ancora aperto un tavolo al Ministero. “Ci sono interlocuzioni con le parti aziendali, sindacali e con le altre parti istituzionali- spiega l’assessore- per arrivare a un risultato positivo”.

Secondo Paglia, del resto, “il vero nodo continua a essere la possibilità che l’azienda trovi uno sbocco industriale individuando un partner. Aeffe ha subito in modo rilevante la crisi del mercato russo e l’evoluzione dei dazi, di conseguenza in questo momento ha bisogno un riposizionamento non solo di natura finanziaria, ma industriale”. Per questo servirebbe un partner che possa “integrare l’attività” e rappresentare “un valore aggiunto in termini di marchi, posizionamento e capacità produttiva”. Ma quello sbocco “è ancora da costruire”. Questa operazione di “scouting” di nuovi investitori terminerà a maggio, sottolinea Paglia. Quindi “il lavoro va avanti. Ci sarebbero almeno quattro investitori che più di altri potrebbero presentare una soluzione- spiega l’assessore- alcuni di questi industriali, altri di natura finanziaria. Non nascondo che dovremmo in tutti i modi cercare di lavorare perché sia un partner di natura industriale e non finanziaria a intervenire in questa crisi, perché altrimenti il rischio è di non riattivare i necessari processi industriali e produttivi. Con il Mimit c’è un’ottima collaborazione, credo che continueremo a lavorare nella direzione giusta”. Le parole di Paglia non soddisfano però FdI. “Aspettiamo che a maggio arrivino nuovi forse probabili investitori, ma la vedo molto critica- commenta Marcello- intanto le persone licenziate non verranno più riassunte, quindi dovranno trovarsi un’altra collocazione attraverso l’agenzia del lavoro, agenzie interinali o altre soluzioni sul territorio. E’ stato fatto anche un brutto errore, perché è stato celebrato il gruppo Aeffe in questi giorni attraverso un progetto che si chiama Dream Vision e la Regione ha messo 50.000 euro: mi sembra un po’ un’operazione Titanic”.

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