Mirano a contrastare le situazioni di grave esclusione sociale e a garantire servizi di supporto, consulenza e orientamento in favore delle persone più fragili del territorio del Distretto socio-sanitario di Riccione. Sono le “Stazioni di posta”, gli sportelli multidisciplinari che, attivi dal luglio 2025 a Morciano di Romagna e San Giovanni in Marignano, stanno seguendo circa 70 casi nei primi sei mesi di attività.
Il progetto, di cui il Comune di Riccione è ente capofila, è finanziato per 170mila euro con i fondi Pnrr e prevede un’attività di consulenza e accompagnamento per persone adulte in situazione di grave marginalità o a rischio di diventarlo. Il servizio, che inizialmente era previsto fino a marzo, è stato prorogato fino al 30 giugno 2026.
L’attività degli sportelli, che si basa su un approccio multidisciplinare in collaborazione e coordinamento con i servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio, prevede interventi personalizzati di valutazione, consulenza e orientamento, al fine di identificare e attivare quei percorsi di accompagnamento verso l’autonomia e l’assistenza delle persone in difficoltà. Le “Stazioni di posta” sono così luoghi multifunzionali di prima accoglienza in cui poter avere un primo approccio verso i servizi del territorio.
Nelle Stazioni di posta” l’obiettivo è ambizioso: costruire un sistema integrato di presa in carico capace di garantire risposte coordinate, continuative e inclusive alle persone in condizione di fragilità.
Il progetto si muove su due piani complementari. Da un lato il coordinamento territoriale, pensato per assicurare una gestione condivisa dei casi più complessi e un dialogo costante tra i diversi attori coinvolti e soprattutto con gli Sportelli del Servizio sociale territoriale, con cui vengono elaborati i progetti personalizzati degli utenti. Dall’altro l’intervento operativo di prossimità, basato sull’aggancio diretto delle persone, sull’ascolto e sull’accompagnamento lungo percorsi costruiti su misura, fondati sulla fiducia e sulla continuità della relazione. Il primo approccio consiste infatti nella presa in carico dei casi e nell’analisi del contesto socio-economico, psicologico e familiare delle persone che si rivolgono agli sportelli o che vengono intercettati dal servizio. Da qui emerge il quadro dei bisogni primari cui l’equipe darà risposte attente e personalizzate.
Sul campo gli operatori stanno garantendo una presenza costante e proattiva, mantenendo un filo diretto con i servizi pubblici, le parrocchie, la Caritas, la Croce rossa italiana, i presidi sanitari e i Comuni. Sul piano qualitativo stanno emergendo già i primi risultati: l’approccio sta portando a una maggiore tempestività nell’intercettare le situazioni di disagio, una collaborazione più solida tra gli operatori e i servizi territoriali, e il riconoscimento dell’équipe come punto di riferimento di prossimità tra le persone e le istituzioni.
“Un progetto come quello delle ‘Stazioni di posta’ sottolinea come la lotta alla povertà e alla marginalità passi anche dalla capacità di fare sistema - ha commentato la sindaca e presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario di Riccione Daniela Angelini -. Mettere in rete competenze, condividere informazioni e costruire linguaggi comuni si conferma la chiave per trasformare l’intervento sociale in una risposta realmente efficace, attenta e puntuale ai bisogni più complessi del territorio”.