San Clemente, fatture false per 83mila euro: imprenditore nei guai

CATTOLICA. False fatture per operazioni inesistenti per frodare il fisco. Un imprenditore cinese di 45 anni sperava di farla franca semplicemente chiudendo la vecchia ditta e riaprendone un’altra nella stessa sede, a San Clemente. Si ritrova invece indagato con l’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e colpito da un sequestro preventivo per 83mila euro.

Si tratta di un provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rimini Manuel Bianchi su richiesta del sostituto procuratore Luigi Sgambati. Gli investigatori della Tenenza della guardia di finanza di Cattolica, guidati dal tenente Michele Bello hanno scoperto il “trucco” per abbassare il reddito e passare all’incasso del rimborso dell’Iva. Adesso l’imprenditore ne pagherà le conseguenze.

Il sequestro è stato esteso anche un’azienda riconducibile alla convivente dell’indagato, ritenuta soltanto uno schermo giuridico creato per continuare a svolgere l’attività di impresa sottraendosi alle sanzioni previste per i reati fiscali e le correlate violazioni amministrative commesse.

I finanzieri hanno messo le mani, finora, sui conti correnti e sui furgoni della ditta. L’azienda, un laboratorio a gestione familiare, produce pelletterie per conto di terzi: l’attività non è stata chiusa, può andare avanti.

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