Sambri: “Il Covid finirà ma potrebbe servire un vaccino annuale”

Mercoledì sera al circolo Arci di Borella di Cesenatico dibattito sul Covid e sulla sanità con gli esperti Vittorio Sambri e Giovanni Bissoni. Il direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Ausl Romagna a Pievesestina di Cesena ha fatto il punto sul virus. «Il Covid credo sia un evento che finirà – ha detto Sambri – Potrà essere un nostro compagno di viaggio come altri 200 virus che abbiamo. La Spagnola del 1918 durò 5 anni e allora non c’erano i vaccini. La sorveglianza epidemiologica sarà il futuro, con l’esperienza e la capacità di gestione che abbiano appreso in questi due anni. Se ciò non fosse sarebbe un disastro».

Per contenere la pandemia molto dipende anche dai comportamenti come evitare luoghi affollati e tenere la mascherina. E l’importanza delle vaccinazioni: «Se pensiamo a cosa non potevano fare a dicembre-gennaio di un anno fa e cosa possiamo fare oggi vediamo la grande differenza: quasi tutto solo con appena un qualche accorgimento. Questo perché siano fortemente vaccinati, risultato che i due terzi dei positivi sono asintomatici. Lo scopo è prevenire la malattia. In termini di efficacia lo sono nell’ordine del 90 per cento, più di quelli antinfluenzali che lo sono per l’80 per cento. Tenuto conto peraltro della non semplicità delle vaccinazione contro un virus che colpisce le vie respiratorie. Sempre per l’efficacia dei vaccini basta guardare i numeri dei ricoveri in ospedale rispetto a quelli del contagio. I farmaci antivirali sono viceversa efficaci al 50 per cento. Nel prevenire l’ospedalizzazione sono meno efficaci». Quindi: «L’immunità si raggiunge coi vaccini. Più ci vacciniamo e più il nostro sistema immunitario si attiva e ricorda le terze, le quarte dosi che faremo. Dosi che potenzieranno la nostra protezione che sarà più lunga e duratura. Magari non potremo fare a meno di una vaccinazione annuale anti Covid, un po’ come per l’antinfluenzale».

Sambri ha anche confermato che ormai c’è da combattere con la variante Omicron. «Quando si è incominciato a parlare della variante Omicron devo dire che non ho dormito la notte al pensiero che i vaccini perdessero effetto. Sappiamo oggi quanto questa variante sia tanto più contagiosa e diffusa ma anche tanto meno grave e letale. Da laboratorio vediamo che raddoppia i casi in meno di cinque giorni in una progressione stupefacente».

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