RAVENNA. Tutti a San Pietro in Vincoli, storica roccaforte repubblicana, tappa fissa di Ugo La Malfa durante le visite in Romagna, e a un passo da Carraie, altra frazione baluardo della sinistra, ancora oggi ricordata per le radici comuniste. Dopo aver battuto a tappeto capoluoghi di provincia e principali comuni della regione, il tour elettorale di Matteo Salvini fa capolino nelle Ville Unite. È arrivato sulle 18.30 nella piazzetta delle Erbe, davanti a una platea di circa 400 persone pressate tra il Circolino – che Vera Vasi mise a disposizione prima di morire nel 2011 a tutte le forze politiche contrarie alla sinistra – e la sede della Cgil.
Una tappa seguita al comizio sotto la torre San Michele di Cervia, ormai conclamata meta turistico-elettorale del leader della Lega, forte del sostegno dell’europarlamentare nonché patron del Papeete, Massimo Casanova. Lì erano circa un migliaio i sostenitori. Così l’ultimo appuntamento della giornata nella provincia di Ravenna sarebbe potuto essere potenzialmente uno spinoso impegno nell’agenda organizzata per sostenere la candidata Lucia Borgonzoni.

Lontane le Sardine, riunite a Bologna, e decise a non rincorrere l’ex vice premier per ogni frazione visitata. Così proprio quei paeselli hanno offerto una piazza tattica per espugnare il feudo di una sinistra dalle tante anime; in astratto – sommando piccoli centri di campagna distanti una manciata di chilometri l’uno dall’altro – un bacino di voti che potrebbe fare comune a sé.

Il comizio in pillole

Lo sa bene il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, primo a scaldare la platea a ridosso dell’ingresso trionfale, come da repertorio sulle note di Nessun dorma: «Conosco la mia terra, le mie campagne e una piazza così significa che il 26 davvero si cambia». Poi subito la parola al leader del Carroccio. Dispensate in una mezz’ora di comizio pillole di campagna elettorale: il caso Bibbiano, il cambiamento rispetto a Bonaccini, l’inchiesta della magistratura di Catania sulla nave Gregoretti («Se mi processano per avere difeso i porti italiani andrò a testa alta in tribunale»).

In mezzo ci finisce anche Sanremo, («Tutti quelli di sinistra li hanno mandati lì, e ce n’è uno (Junior Cally, ndr) a cui, per fortuna, non sto simpatico»). Poi qualche boutade con le prime file: «Per una vita ho votato a sinistra, vengo da una famiglia contadina anch’io», dice Salvini aspettando una risposta che arriva subito. «Anche io», pare cogliere l’esca qualcuno. «Allora adesso sei guarito?», scatta la replica del segretario federale.

Il blitz dal terrazzo della Cgil

Un “benvenuto” diverso arriva però dalla vicina piazza del Foro Boario. Era partito come un «aperitivo dai Repubblicani» (così i più chiamano il bar sotto il “camerone” del Pri). Ma le “sardine delle Ville Unite” si sono riversate in circa un centinaio a debita distanza dal perimetro di sicurezza delle forze di polizia. Per partecipare c’è chi è tornato apposta da Bologna, o chi, in vista dell’arrivo del leader leghista si è dato da fare nottetempo, tappezzando il paese di cartelli e sagome di pesci, rimossi in gran parte fin dalla mattinata.

Unica eclatante eccezione che ha invaso pacificamente la piazza salviniana a ridosso del comizio, lo striscione “Spiv non abbocca” srotolato dal terrazzo della Cgil; un “blitz” dell’ex consigliere provinciale di Sel, Nicola Staloni, protagonista pochi minuti più tardi di un inno contro i “vicini di piazza”. Un «Noi siamo diversi, loro odiano, noi no», che ha chiuso il ritrovo della delegazione romagnola delle Sardine.
Tutti a casa poco dopo le 19. In piazzetta delle Erbe, invece, a colpi di autografi e selfie, Salvini ha dato appuntamento a venerdì prossimo in piazza del Popolo a Ravenna, ultima tappa della campagna della Lega alla conquista della Regione.

Argomenti:

salvini

sardine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *