“Salvini come Mussolini” polemiche per manifesto Anpi a Massa Lombarda

"Salvini come Mussolini" polemiche per manifesto Anpi a Massa Lombarda
Il manifesto che ha innescato il caso

MASSA LOMBARDA. A Pontida alla Festa della Lega il cattivo gusto di chi ha ribattezzato Sea Watch e Aquarius le pizze del menù con i nomi delle navi di ong impegnate a salvare migranti nel Mediterraneo hanno sollevato forti polemiche. Stavolta invece è il Carroccio a insorgere per un manifesto. Quello apparso a Massa Lombarda in cui l’Anpi fa il parallelo tra Benito Mussolini e Matteo Salvini definito dall’onorevole Jacopo Morrone un “atto di puro odio e di discriminazione politica che la dice lunga sul livello di intolleranza raggiunto dai vertici di Anpi che usano l’associazione come cassa di risonanza di una cultura politica tutt’altro che democratica e liberale”.

A innescare la querelle, il parallelo fra la richiesta di “pieni poteri” avanzata dal Duce nel 1922 e quella del vice premier dell’8 agosto scorso quando ha innescato la crisi di governo. Un parallelo apparso su un manifesto affisso in una plancia davanti al Comune che ha spinto Morrone a parlare di utilizzo di “obsolete armi della demonizzazione, della delegittimazione e perfino della deumanizzazione per abbattere l’avversario politico” che “fa emergere l’evidente fil rouge che collega certi ambienti politici alle tecniche utilizzate dai regimi dittatoriali, in primis quello di sovietica memoria che le ha teorizzate e diffuse. Mezze verità e mezze bugie, disinformazione, travisamento di frasi estrapolate da contesti diversi per dimostrare teorie farlocche e prive di fondamento ma funzionali all’obiettivo di negare agli avversari politici, in questo caso il leader della Lega, il diritto a partecipare al governo di una nazione, trasformandoli in nemici totali, per una supposta, quando inventata incompatibilità con i valori repubblicani. Credo che sia giunto il momento di mettere la parola fine a questa deriva di travisamento dei fatti e della storia, se necessario anche attraverso le vie giudiziarie”.

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