Salmonella nelle acque del Santerno, vietato prelevare

Il fiume Santerno ha la salmonella. Per questo è stato deciso il divieto di prelievo a uso irriguo dal corso d’acqua che attraversa la città. Un fatto relativamente eccezionale e circoscritto, l’ultimo caso simile è stato registrato infatti sei anni fa, precisamente nel giugno del 2015, dovuto per lo più a fatti di natura organica e naturale.

La spiegazione dell’Arpae

Lo conferma la responsabile prevenzione ambientale dell’area metropolitana di Arpae, Adelaide Corvaglia che evidenzia come «la salmonella ha origini naturali, quasi sempre organici come a seguito di fenomeni di putrefazione di resti di animali e soprattutto causata dalla presenza in grandi quantità di feci, in special modo rilasciate dagli uccelli». Dal 3 settembre, e fino a quando la situazione non sarà tornata ai livelli ottimali, l’amministrazione comunale ha così deciso, tramite un’ordinanza urgente firmata dal sindaco Marco Panieri, di impedire il prelievo per usi agricoli dell’acqua. Risorsa che soprattutto da aprile a settembre viene utilizzata per irrigare piccoli appezzamenti, campi oltre che orti pubblici e privati. A seguito delle analisi condotte dall’Arpae il 31 agosto scorso, dalle quali è emerso che nelle acque in uscita dal depuratore Santerno di via Lughese è stato accertata la presenza del parametro microbiologico “salmonella”, si è deciso di adottare l’ordinanza a tutela della salute pubblica che dispone l’immediato divieto di attingimento a scopo irriguo delle acque del fiume Santerno, nel tratto compreso tra il depuratore e il confine amministrativo con il Comune di Mordano. Questo fino al rientro dei valori nei parametri di legge. «Per ora rimaniamo sulla definizione di ipotesi – spiega la dirigente di Arpae – in quanto Hera, azienda che gestisce l’impianto, dovrà fare in questi giorni le verifiche necessarie e quindi dichiarare le cause di questa presenza del batterio nel Santerno. Escludiamo che la situazione sia dovuta a questioni industriali e d’inquinamento affine».

Ipotesi sulle cause

Anzi alla luce della premessa fatta dalla stessa responsabile regionale sulle origini «naturali» del fenomeno, è plausibile che le cause siano da rimandare alla presenza «di un’area di fitodepurazione posta subito a valle del depuratore dove, grazie alla presenza di piante e alberi in grande quantità, in questo periodo dell’anno numerosi uccelli trovano riparo o comunque frequentano l’habitat naturale presente». La decisione del divieto di approvvigionarsi di acqua dal fiume, verrà revocata a seguito dell’esito dei nuovi accertamenti, che sono in corso da parte degli enti competenti, e che diventeranno ufficiali dopo che il prelievo dell’ Arpae dimostrerà la risposta negativa della presenza della salmonella dai campioni. Secondo gli esperti, in media la situazione, una volta che si è intervenuti per correggere e risolvere all’origine il problema, si risolve nell’arco dei 7/15 giorni.

Da Hera

Hera sottolinea come «in merito alla presenza, rilevata da Arpa, di salmonella nelle acque reflue provenienti dallo scarico del depuratore, rassicuriamo che l’impianto funziona regolarmente, senza nessuna anomalia. Sulla base delle autorizzazioni dell’impianto, la salmonella non è tra i parametri da rilevare nelle acque in uscita. Vengono monitorati, invece, gli escherichia coli il cui incremento rilevante può essere accompagnato alla presenza di salmonella, e il monitoraggio di questo parametro ha sempre restituito risultati molto bassi. La stessa Arpa, nelle analisi condotte sul campione prelevato, ha rilevato valori di escherichia coli di molto inferiori ai valori autorizzati (28 ufc su un limite di 5.000). Inoltre, nelle analisi condotte successivamente da Hera sullo stesso campione, non sono state rilevate tracce di salmonella». Tuttavia, i tecnici della multiutility hanno immediatamente provveduto al prelevamento di un ulteriore campione di cui si stanno attendendo gli esiti, così come la stessa Arpa provvederà a nuovi campionamenti, e nel rispetto dell’ordinanza Hera coordinerà tutti gli interventi eventualmente opportuni con Arpa e Ausl.

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