Pronti per salite e discese a volontà lungo la Valle del Rabbi

L’attività sportiva non va in lockdown. Anche in zona rossa, infatti, è possibile allenarsi in bici o di corsa in forma individuale e rispettando l’orario del coprifuoco. A differenza di un anno fa, quindi, quando si era costretti in casa o al massimo in un raggio di 200 metri da essa, per gli amatori che praticano sport le attuali restrizioni sono decisamente meno pesanti. A chiarire cosa si può fare sono le FAQ del Governo aggiornate in base a quanto introdotto dal nuovo decreto legge del 13 marzo 2021. “Nell’area rossa è consentito svolgere l’attività sportiva esclusivamente nel territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. E’ tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o lo bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza”. Insomma, bisogna partire da casa e tornare lì, mentre non è possibile, per esempio, caricare la bici in auto per partire da un luogo diverso. Resta, poi, il limite dei confini regionali, che non possono essere oltrepassati. Per quanto riguarda la mascherina, non è obbligatorio indossarla, ma occorre averla sempre con sé e indossarla se si incontrano altre persone

Il percorso

Forlì – Cento Forche – Monte Colombo – Rocca delle Caminate – Forlì

Distanza: 73 km

Tempo: 03:10 (considerando media di 23,2 km/h, cicloamatore mediamente allenato)

Salita: 1.150 m

Discesa: 1.135 m

Altitudine massima: 611 m

Salite e discese a volontà, paesaggi selvaggi, dislivello niente male, il tutto restando in un raggio di 25-30 km dal Comune di appartenenza (nella fattispecie Forlì), che in tempi di Covid 19 e Dpcm non guasta. Se è vero che per i ciclisti tesserati è possibile varcare i confini comunali, praticando attività sportiva individuale, sempre meglio non esagerare. Nel primo Appennino forlivese, si può quindi tracciare un itinerario in grado di soddisfare i palati più fini di scalatori ma anche passisti: dalla città s’imbocca la valle del Rabbi, risalendo sino a Strada San Zeno, per affrontare senza soluzione di continuità Colle delle Centoforche, Monte Colombo, Rocca delle Camminate e calare nuovamente su Forlì. L’anello si aggira fra i 75 e gli 80 chilometri, per un dislivello complessivo di 2.285 metri, di cui 1.150 all’insù. Si parte da viale dell’Appennino, direzione Predappio, percorrendo la strada provinciale 3 del Rabbi. Si oltrepassano le frazioni di San Martino in Strada, San Lorenzo in Noceto e Fiumana dopo la quale inizia una serie di mangia e bevi sino a Predappio. Di tutto l’itinerario, questo primo tratto è il più trafficato, mentre di qui in avanti è sempre più difficile incrociare auto e camion, specie nei festivi. Attraversata Predappio, la strada è un susseguirsi di strappi e discese. Dopo San Savino, due tornanti ravvicinati permettono di prendere quota, ma poi si torna a scendere verso Tontola per proseguire in leggera ascesa. La successiva frazione è S. Marina in Particeto, superata la quale la pendenza s’innalza leggermente per un paio di chilometri, quindi, breve discesa e tratto in falsopiano che conduce a Strada San Zeno (27° chilometro). Una volta qui, si ignora la diramazione a sinistra, per Galeata, e si procede dritto, con la strada che ora punta decisamente all’insù per circa 500 metri (6%). La pendenza si abbassa leggermente sino al bivio per Rocca San Casciano, dove si lascia la provinciale 3 del Rabbi per svoltare a destra e imboccare la strada provinciale 23. Inizia qui la prima fatica di giornata, il Colle delle Centoforche, 3,7 km con pendenza media di poco inferiore al 6%. La prima parte dell’ascesa è quella più impegnativa: il nastro d’asfalto, in condizioni tutt’altro che ottimali, si inerpica lungo le pendici del monte Girone, proponendo tre tornanti, i primi due ravvicinati, il terzo più staccato. Poco prima del 2° tornante si tocca la pendenza massima (10%) quindi si affronta un chilometro scarso intorno all’8% sino al 3° tornante, dove si può tirare finalmente il fiato e godersi il panorama che si apre sulla sottostante valle del Rabbi. Per raggiungere il valico ci sono ancora 2.700 metri, tutti pedalabili, con la strada che procede tortuosa. Dal 6% la pendenza scende addirittura al 3%, salvo tornare a impennarsi negli ultimi 500 metri (7%). Una svolta a destra è il segnale che la vetta è vicina. La casa da caccia, sulla destra, è il nostro Gpm (551 m, per un disilvello, da Strada San Zeno, di 273 m). Adesso, è tutta discesa fino a Rocca San Casciano, 5,6 chilometri sinuosi caratterizzati da diversi tornanti, concentrati nella parte centrale. Una volta arrivati a Rocca, si possono riempire le borracce alla fontanella di fronte al parcheggio dei bus, poi, si riprende immediatamente a salire, prendendo a destra la sp. 47 per Monte Colombo. L’ascesa, pur lunga (9,2 km), non è eccessivamente impegnativa, tant’è che la pendenza media si attesta intorno al 4,5%. Il primo tratto, però, non è da sottovalutare. Un’impennata al 10% mette subito a dura prova le gambe, intorpidite per la discesa, poi si prosegue stabilmente fra l’8% e il 7%. Dopo il primo chilometro e mezzo, la vista può spaziare su tutta l’alta valle del Montone, mentre al bivio per Calbola (2° km) la pendenza scende al 5% e si possono buttare giù un paio di denti. Purtroppo, l’asfalto in pessime condizioni, costringe a restare sempre concentrati per evitare buche e dossi, impedendo di gustarsi appieno il paesaggio circostante, selvaggio e incontaminato. Dopo un breve strappetto (6,3%)in corrispondenza degli unici due tornanti dell’ascesa, poco prima del 4° km, la strada spiana e si può inserire anche il 50, visto che la pendenza si aggira intorno al 3%. Pochissime le case lungo il percorso, e nessuna possibilità di rifornirsi d’acqua. Un tratto al 5%, precede il bivio per Montemaggiore, quindi la pendenza cala di nuovo (2%) sino al valico, distante poco meno di 3 km, tutti in un fitto bosco ma con asfalto estremamente rovinato e in diversi punti addirittura assente. A sinistra, guardando verso valle, si può ammirare la sottostante chiesetta di Montemaggiore e, se il cielo è terso, ci si può spingere sino al mare. In vetta (642 m, per un dislivello di 415 m), il contachilometri segna 47 km. La discesa verso Predappio si sviluppa in gran parte lungo il selvatico crinale fra le valli del Rabbi e del Montone, con una serie di saliscedi. Superato il Valico di Monte Mirabello si prosegue sino al bivio per Castrocaro Terme, dove occorre tenere la destra. Di qui, in 4 km si sbuca sulla piazza di Predappio, si gira a sinistra e ci si prepara ad affrontare Rocca delle Caminate, ultima asperità del giro. Dal corso principale si svolta a destra in via Mazzini, seguendo le indicazioni per Meldola/Rocca delle Caminate. La strada scende inizialmente per 200 m sino al ponte sul fiume Rabbi, superato il quale inizia la scalata. I km da affrontare non sono tanti (4) ma la pendenza non molla mai, restando inchiodata sino alla vetta fra il 5% e l’8%, con punte del 10%. Già di per sé non è uno scherzo, ma con 60 km nelle gambe diventa ancor più impegnativa. A scandire la salita, percorsa negli ultimi anni anche da gare professionistiche come il Giro Under 23 e la Coppi e Bartali, è una serie di 15 tornanti che conducono sino ai 380 m della Rocca, residenza estiva di Benito Mussolini, oggi recuperata e sede di un centro di alta formazione universitaria e post universitaria. Mano a mano che si sale, il panorama si apre sulla valle del Rabbi, e allevia, in parte, la fatica. Arrivati all’ex casa del Fascio, si ignora il bivio a sinistra per Grisignano e si tiene la destra, arrivando in breve in cima. A questo punto è quasi fatta. In 7 km si scende a Meldola e di qui, attraverso la strada provinciale 4 del Bidente e la strada provinciale 72, si rientra a Forlì. Per evitare la confusione di queste due arterie, di solito abbastanza trafficate, dopo 4 km di discesa, si può svoltare a sinistra, in via della Collina, e raggiungere la località Para, da dove, in 5 km, si torna al punto di partenza. Nel primo caso, il giro arriva a sfiorare gli 80 km, nel secondo, ci si attesta sui 75.

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