Saldi estivi, da domani parte lo shopping scontato

Prendono il via domani, sabato 6 luglio, in Emilia Romagna le vendite di fine stagione, che interessano oltre 11.000 punti vendita al dettaglio di tessile e abbigliamento, accessori e calzature della nostra Regione. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 100 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

“Le vendite di primavera, anche a causa di un pessimo andamento climatico, sono letteralmente saltate, creando una condizione di forte difficoltà per le imprese – dichiara il presidente di Federazione Moda Italia Emilia Romagna, Marco Cremonini -: legittimo quindi invocare lo stato di calamità anche per il settore moda, fortemente condizionato dalla stagionalità”. “L’auspicio è che in questi saldi – continua Cremonini – visto anche il ricchissimo assortimento disponibile nei negozi, riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un’effervescenza dei consumi. I saldi nei nostri negozi continuano ad essere fortemente appetibili per i consumatori, consapevoli dell’unicità e della completezza dell’esperienza d’acquisto “fisica”, nonostante un contesto di concorrenza “digitale” globale. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività”.

I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Emilia Romagna ricorda alcuni principi di base:  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. 4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. 5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.

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