Sadegholvaad: “Vittoria dell’umiltà, Rimini è magica”

Sadegholvaad, vittoria subito al primo turno, senza bisogno del ballottaggio. Nelle ultime settimane ha spiegato più volte che in caso di doppio turno non avrebbe chiesto accordi a nessuno. Se l’aspettava?

«La città ha saputo recepire la passione con cui abbiamo fatto questa campagna elettorale, a testa bassa, con la moto ho percorso 2mila chilometri in un mese e raggiunto ogni angolo della città, senza campagne faraoniche e a testa bassa. Credo sia anche una vittoria dell’umiltà. Dico solo che certe cose capitano in questa città, che prima di tutto è magica».

Oltre a questo, al suo impegno, al lavoro della coalizione, a chi pensa di dovere dedicare un grazie particolare?

«Merito della straordinaria eredità di Andrea Gnassi, un sindaco che rimarrà a lungo nel cuore dei riminesi. Io raccolgo il suo testimone e cercherò di fare altrettanto bene. Lo ringrazio, ha creduto in me ed è stato il mio principale maestro».

Quando ha capito che ce la poteva fare?

«Speravo nella vittoria al primo turno, sentivo un clima buono e molto positivo girando per le città, ricevevo tante pacche sulle spalle dalle persone che incontravo e ho capito che potevamo farcela. Ho vinto in quasi tutte le 140 sezioni, tranne una. Quando arrivano le elezioni i cittadini riconoscono la capacita amministrativa del centro sinistra. Mi sono sempre presentato come il candidato dal nome strano e so che la mia è una storia che non si vede spesso in Italia. Ma adesso vorrei essere giudicato solo per quello che farò da sindaco. Voglio essere un bravo sindaco e non un simbolo».

Come in passato Patto civico, la lista che porta il suo nome ha intercettato una larga fetta di consensi.

«La lista Jamil, come le altre, è stata importante, ogni candidato si è fatto in quattro, mettendo in campo competenze e mondi diversi».

In campagna elettorale si è discusso molto di sicurezza, viabilità, parcheggi che non si trovano. Lei ha promesso interventi anche piuttosto rapidi. Come intende procedere già da domattina?

«La prima cosa che farò da sindaco sarà quella di andare a girare per la città e vedere di cosa ha bisogno».

A parte qualche punta “velenosa” riservata soprattutto al patto politico dal quale poi è nato il tandem con Chiara Bellini, non è stata una campagna elettorale particolarmente al di sopra delle righe. Ha sentito i suoi “avversari”?

«Ho ricevuto i complimenti da Enzo Ceccarelli, mi ha chiamato per per primo, e da Mario Erbetta. Li ringrazio per la correttezza, è stata una campagna elettorale serena, con qualche piccola scaramuccia».

A Gloria Lisi che messaggio vuole mandare?

«A Gloria Lisi non dico nulla, è il tradimento umano più grande che ho subito. Una delle più grandi delusioni della mia vita».

L’affluenza al voto rappresenta sempre una voce stonata.

«Il dato è nazionale ed evidentemente hanno inciso alcuni fattori che hanno reso questa elezioni anomala, dal Covid al voto al termine della stagione estiva. Ma certo la politica deve interrogarsi su quale ruolo e quale natura debba interpretare per essere davvero vicina alle persone».

Chiara Bellini è vice sindaca designata. Ha pensato alla sua giunta?

«La squadra di governo rappresenterà la città, dinamica, con molte sfaccettature, il meglio per Rimini e sarà pronta a brevissimo, vedremo domani, oggi è tempo di festa perché il voto è una festa di tutta la comunità».

Ancora una volta il centro destra sentiva aria di vittoria e non è successo.

«Il centro destra va incontro a una grossa sconfitta, se pensiamo che alle regionali dell’anno scorso era tre punti avanti al centro sinistra, qui a Rimini, con il 47,5 per cento. Ma quando si parla di amministrative, soprattutto alla luce dei risultati straordinari di questi anni, le cose cambiano».

Chiara Bellini:«Premiata l’unitàSiamo pronti»

«Un grande risultato che ha premiato il progetto che io e Jamil Sadegholvaad abbiamo interpretato. Esperienza amministrativa insieme ad apertura e voglia di unire il Pd e il centro sinistra». Chiara Bellini si prende la sua parte di merito nell’affermazione del centro sinistra. È destinata al ruolo di vice sindaco, decisione frutto del patto politico che ha consentito di evitare le primarie.

«L’unità è stata premiata – aggiunge -. E sono stati tre mesi in cui io e Jamil abbiamo girato la città, parlato e trasmesso il nostro progetto di governo a tutti. Sottolineo il risultato importante del Partito democratico: con il 30 per cento resta il perno della coalizione di centro sinistra che governerà la città. E insieme al Partito democratico e a tutto il centro sinistra amministreremo la nostra città. Lavoro, inclusione sociale, diritti, sviluppo, saranno anni di impegno intenso. Siamo pronti».

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