Sacro e profano oggi a Ravenna con Quaranta

L’ISSM “Verdi” di Ravenna propone la stagione 2021 dei “Fiori musicali”, rassegna di quattro incontri – concerto promossi dal dipartimento degli strumenti a tastiera in collaborazione con il Museo nazionale. Dopo il debutto con Pietro Zuffa, oggi (giovedì 15) alle 17.30 nella Sala del refettorio del Museo nazionale, Maria Quaranta  propone “Sacro e profano: cielo e terra, luce e oscurità, carne e spirito”. Laureata a pieni voti e menzione d’onore, Maria Quaranta è vincitrice della borsa di studio ing. Dragoni del Rotary Club di Ravenna come migliore diplomata dell’anno 2017-2018 «La filosofia occidentale sin dai tempi di Platone – spiega la docente della classe di pianoforte, Maria Francesca Baldi – ci ha plasmati nella dualità delle cose esistenti: dalla caverna gli uomini illuminati sono usciti dalla schiavitù delle ombre, dall’amore carnale del giovane Agostino alla sua conversione e consacrazione a Dio. La musica occidentale ha saputo rispecchiare questa tensione degli opposti in composizioni che aspirano al cielo – e quindi alla trasfigurazione mistica – e brani che dipingono i sentimenti di passione, fisicità e ‘terra’ in cui gli uomini devono fare i conti. Un viaggio che affronta le composizioni mistiche da Bach ai contemporanei, esplorando la sensualità e l’estasi dell’Amore e morte di Granados e la grandiosità di Debussy». In programma, il “Preluido e fuga BWV 849” di J. S. Bach, la “Balada n. 5” dalle Goyascas “El amor y la muerte” di Enrique Granados,  “La cathédrale Engloutie” di Claude Debussy, le “Variazioni per la salute di Arinuskha” di Arvo Pärt e “Lumen Christi” di James MacMillan.

«Ciò che a noi interessa molto – sottolinea la direttrice del Verdi, Anna Maria Storace – è il rapporto con i musei e con le arti visive, ed è un aspetto che, come conservatorio, ci contraddistingue. Questa dei “Fiori musicali” è una programmazione site specific, che sviluppa un particolare aspetto: comporre o studiare e proporre dei percorsi specifici per il museo. Questo permette di unire le arti visive alle arti sonore: e fare sì che il museo possa diventare anche lo scrigno dei suoni. Siamo passati dal comporre delle cose da eseguirsi all’interno del museo a questo ciclo di concerti ispirati ad opere che sono all’interno del museo. Questo lavoro all’interno del museo, per quanto mi riguarda, è anche un sondare delle potenzialità che possiamo avere come istituzione di formazione per cercare di dare uno sguardo anche al futuro delle professioni: perché non aiutare a creare delle competenze che possano che possano essere in qualche modo sviluppate anche all’interno dei musei».

Le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso al museo. Info: www.verdiravenna.it

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