Russiagate è una panzana

Russiagate è una panzana

La questione dei petrol-rubli russi alla Lega è una buffonata colossale per almeno 5 semplici motivi di natura meramente tecnica:

  1. Sui prodotti petroliferi non esistono sconti del 4%, ma semmai nell’ordine del 0,1-0,3%
  2. ENI è un’azienda di stato che mai potrebbe contabilmente girare cifre di tale rilevanza ad un partito senza che la cosa saltasse fuori e comunque con un rischio elevatissimo che sconsiglierebbe tale operazione attraverso il canale pubblico.
  3. La lobby bar dell’hotel Metropol è un posto piuttosto sputtanato a Mosca (e non fatemi andare oltre …) e quindi è inimmaginabile che in tale luogo possa svolgersi una trattativa del genere.
  4. Nessuna delle persone indicate in quell’incontro ha l’autorevolezza per trattare prodotti petroliferi (in Russia si contano sulle dita di una mano…).
  5. Se i russi volessero finanziare una cifra di qualche decina di milioni di euro ad un partito occidentale mai utilizzerebbero il canale dell’oil&gas che notoriamente è il più monitorando dai servizi segreti di tutto il mondo.
    Come molti ben sanno ho vissuto a Mosca per 5 anni e per un periodo ho avuto pure una delega in Confindustria Russia. Conosco molto bene gli expat Italiani a Mosca che in questi giorni sono stati tirati in ballo dai media nazionali e la cosa mi fa del tutto sorridere in quanto trattasi di cari amici (ai quali rinnovo tutta la mia stima) ma che non hanno alcuna influenza nella materia dell’Oil&Gas.
    Il 18 Ottobre mi trovavo all’Hotel Plaza di Mosca alla nota assemblea di Confindustria Russia dove ho avuto il piacere di incontrare ed ascoltare per la prima volta Matteo Salvini e laddove ho deciso dopo 24 di militanza Berlusconiana di iscrivermi alla Lega per il semplice fatto che oggi Salvini interpreta al meglio tutti i principi per i quali era nata Forza Italia nel 1994 che vorrei ricordare: abbassamento delle tasse, lotta alla criminalità ed all’immigrazione clandestina, sburocratizzazione della PA, difesa della patria, degli interessi nazionali e dei valori culturali e cristiani dell’Italia.
    Putin nel 1999 eredita un paese disastrato, proveniente da 70 anni di comunismo puro e governato da un presidente malato di salute che in 7 anni aveva regalato il paese più ricco del mondo ad un manipolo di oligarchi (che si erano arricchiti ad una velocità ipersonica a dispetto della popolazione russa) ed alle istituzioni finanziarie americane. Putin con grande coraggio ed intelligenza politica da vero patriota russo cancella tutto questo marciume e nel giro di pochissimi mesi/anni contro ogni aspettativa fa ripartire la Russia facendola diventare in pochi anni un paese moderno ed industrializzato, pienamente inserito nell’occidente tanto da arrivare allo storico accordo del 28 Maggio del 2002 di Pratica di Mare.
    In quegli anni Putin veniva considerato uno statista, un liberale, un liberista, un modernizzatore, ricevuto con i massimi onori da tutti i primi ministri occidentali nei cui bilaterali si moltiplicavano gli accordi commerciali tra le grandi aziende pubbliche e private con tanto di patrocinio dei rispettivi governi.
    Poi improvvisamente succede qualcosa: la politica USA cambia, i rapporti con la Cina pure e non ultimo gli equilibri energetici mondiali e quindi qualcuno da oltre Atlantico (il liberale Obama?) decide che l’Europa va destabilizzata e sganciata commercialmente e politicamente dalla Russia e così parte l’offensiva di Maidan, portata avanti da gruppetti di criminali nazisti (questi sì!) armati con armi occidentali. Una chiara provocazione alla Russia che ha come obbiettivo finale quello di cancellare gli accordi militari sulla Crimea, puntando quindi proprio sul nervo scoperto della Russia post-sovietica e cioè la sindrome dell’accerchiamento, per la quale Putin è costretto ad una veloce annessione della penisola per evitare il peggio e cioè un conflitto con conseguenze assai più gravi ed imprevedibili.
    L’America di Obama e dei Dem quindi non solo scatena il caos ma, ancor peggio, sotto il profilo strettamente umano divide per la prima volta nella storia 2 popoli gemelli come i Russi e gli Ucraini, simili (per non dire uguali) di aspetto, di mentalità, per cultura, lingua, scrittura, ecc. E come se non bastasse giù di sanzioni economiche contro la Russia per cercare di piegarne l’economica.
    In tutto ciò Putin con grande saggezza e fermezza tiene una posizione di difesa senza rispondere a nessuna di queste provocazioni (l’embargo sui prodotti alimentari fa ridere rispetto a tutto ciò…), ma questo non è sufficiente, per gli opinionisti occidentali Putin diventa un tiranno, un illiberale, un nazista, ecc.
    Chi conosce Mosca sa benissimo che in piazza Pushkin non è possibile organizzare una manifestazione perchè vorrebbe dire bloccare il traffico di una città di 20 mln di abitanti creando un caos inimmaginabile, tuttavia Navalny (un condannato per frode fiscale) senza autorizzazione provocatoriamente la occupa, viene fatto sloggiare educatamente dalla polizia e per tutto l’occidente Putin è un illiberale un deposta e Navalny invece un eroe, quando chiunque sa che nella liberale e multi-etnica Francia di Macron se un leader politico avesse fatto una cosa del genere sarebbe stato riempito di manganellate.
    Se il sovranismo è la semplice risposta politica ad un’Europa che in questi anni è venuta a meno alla ragione fondamentale della propria costituzione e cioè la solidarietà tra popoli, occupandosi invece di arricchire alcuni paesi a danno di altri, da colonizzare e sfruttare, allora mi definisco con orgoglio sovranista.
    Se per difendere i minori è consigliabile vietare le parate gay, censurare l’ultimo film di Elton John, riproporre al centro della politica la famiglia tradizionale, e questo significa essere definito un illiberale o un appartenente al medio-evo allora sono orgoglioso di appartenere a questa categoria.
    Se qualcuno mi chiedesse: con Macron o Putin? Riposta: tutta la vita con Putin!
    Credo che Salvini sia l’unico politico Italiano lungimirante che ha capito l’importanza dell’esigenza di riprendere lo spirito di Pratica di Mare ricostruendo un rapporto diverso tra USA e Russia nell’interesse dell’intero occidente e per questo motivo è iniziato il tiro al piattello da vari fronti dell’establishment, ulteriore motivo per quanto mi riguarda nel sostenerlo senza esitazioni.
    (*) Ex FI-PDL ed ex Moscovita.

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *