Russi, non ha il biglietto e aggredisce militare e la capotreno

Trovato senza biglietto, ha ignorato la capotreno che lo invitava a scendere o a mettersi in regola con il titolo di viaggio, bloccando di fatto il convoglio in stazione. E quando un altro passeggero si è intromesso nella discussione, si è tolto la cintura facendone una sorta di tirapugni con la fibbia, aggredendo anche un sottufficiale dei carabinieri fuori servizio che si trovava a bordo. Pugni e morsi, infine l’arresto. Ha passato la notte nelle camere di sicurezza dei carabinieri di Ravenna Muhammad Ijaz, 27 anni di origini pachistane e residente a Tarquinia. Lo hanno arrestato i carabinieri di Russi, intervenuti nel pomeriggio di giovedì per bloccare lo straniero, ancora impegnato nella colluttazione con il militare, che nel frattempo era riuscito a farlo scendere nel binario.

L’episodio, in seguito al quale è intervenuto anche il personale del 118 con un’ambulanza, si è verificato intorno alle 11.10 sul treno regionale 17544 partito da Ravenna alle 10.45 e diretto a Bologna. A bordo del convoglio viaggiava anche un maggiore dei carabinieri, effettivo presso il Nucleo investigativo del comando provinciale del capoluogo felsineo. E’ intervenuto non appena la capotreno, che durante il controllo dei biglietti aveva saputo della sua presenza a bordo, ha chiesto il suo aiuto riferendo di essere in difficoltà con lo straniero e aggiungendo che anche un altro passeggero intervenuto nel tentativo di calmarlo era a sua volta stato aggredito. Il 27enne è stato inizialmente immobilizzato dal militare fuori servizio, che in un primo momento è riuscito a bloccargli i polsi usando la stessa cintura con la quale il ragazzo aveva tentato di colpirlo. Ma il giovane è riuscito a liberarsi, arrivando anche a mordere due volte al braccio lo stesso maresciallo. Solo con l’arrivo della pattuglia della Stazione di Russi è stato definitivamente ammanettato, informando dell’arresto il pm di turno Cristina D’Aniello. Difeso dall’avvocato Andrea Valentinotti, il pachistano, che fino a pochi giorni fa si trovava in un centro profughi nel Lazio, ha ammesso le proprie responsabilità. Il vice procuratore onorario Pietro Plachesi ha chiesto l’obbligo di dimora a Ravenna e di firma. Il giudice Antonella Guidomei lo ha liberato, fissando a settembre una nuova udienza per decidere eventuali riti alternativi nel processo che lo vedrà imputato per resistenza e lesioni personali aggravate.

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