Rugby, la rivincita tricolore di Nardo Casolari

Mar 21 Maggio 2019 | Alessandro Giuliani


La parabola di Nardo Casolari è di quelle da romanzo, perché nel giro di pochi mesi è passato da un letto dell’ospedale a festeggiare uno scudetto importante, quello del rugby, con il Calvisano. Sono le storie che solo lo sport sa regalare e solo i più forti, e il riminese è uno di questi, sanno conquistare. Intanto un po’ di storia, perché Nardo parte da Rimini e poi fa tanta gavetta in giro per l’Italia: Romagna, Firenze, L’Aquila, Accademia Francescato e Lazio prima di meritarsi la chiamata di Calvisano. In mezzo anche quella della Nazionale Under 20.

Nardo Casolari con la maglia della nazionale

Una sera di dicembre del 2017 durante un allenamento, Nardo accusa un malore e viene ricoverato d’urgenza. Il riminese deve rimanere un mese immobile a letto, ma ce la mette tutta e lentamente torna il giocatore talentuoso e determinato che tutti conoscono. Il 9 gennaio di quest’anno, dopo uno stop di 13 mesi, è tornato ufficialmente in campo, a disposizione della sua squadra e da quel momento è stato tutto un crescendo di prestazioni: «Dopo quel che mi è successo avevo tanta voglia di recuperare, sapevo di avere le potenzialità ma finora mi era mancato il tempo effettivo di gioco, mi era mancata la possibilità di mettermi in mostra e devo dire che ho messo insieme finora uno dei tempi più lunghi di gioco. In questo modo mi sono conquistato un posto da titolare fisso, fino a disputare la finale, è stata un’emozione grandissima, per me è stata veramente una rivincita dopo tutto quello che mi era successo».


Anche perché i sacrifici non sono stati pochi per arrivare a questo punto: «Sì, ho girato parecchio, non è facile ogni anno ripartire da una città diversa, ma penso che sia la vita di tutti gli sportivi e questi sacrifici ti fanno crescere come persona e come giocatore. Poi quando c’è la passione si supera tutto».
Intanto Casolari si pone già nuovi obiettivi: «Mi piacerebbe molto fare il Permit Player Pro 14, come primo passo. Mi piace pormi un obiettivo al mio livello, non troppo grande.

Quindi il primo passo che vorrei fare è qualche partita in Pro 14, poi la nazionale maggiore che penso sia il sogno di ogni giocatore. Intanto ho firmato con il Calvisano anche per le prossime due stagioni».
I guai fisici sono solo un brutto ricordo: «E’ stata una prova molto importante da affrontare, mi ha fatto crescere come uomo e come atleta, adesso sono più forte di un anno fa».
Per finire un occhio su dove è iniziata la sua avventura, il movimento rugbistico riminese: «So che si stanno impegnando molto per migliorare la base, ma so anche che non è un compito facile».

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