Rubicone, chiedono informazioni per rubare borse fuori dai cimiteri

Le truffe e i furti con destrezza davanti ai cimiteri aumentano e ne vengono segnalatialtri. Sono tre i colpi descritti negli ultimi giorni, ma potrebbero essere molti di più, visto che spesso le vittime sono abbastanza restie a raccontarlo. A scoperchiare la pentola del nuovo tipo di truffa è stata una signora di Longiano che lo scorso fine settimana si era recata al cimitero di Bulgaria di Cesena, al confine con Gambettola.

Nuovi dettagli su quanto successo domenica scorsa: «Alle 17,30 circa sono uscita dal cimitero di Bulgaria – è il dettagliato resoconto della vittima – e sono salita in macchina, ho messo la mia borsa sul sedile accanto, ho preso la chiave per ripartire, quando al finestrino a vetro chiuso si è presentata una donna che mi ha chiesto che strada prendere per andare a Savignano. Le ho detto di andare dritto e poi alla rotonda sulla via Emilia e altre indicazioni». Ma la donna che stava orchestrando una truffa ha insistito. «Pur parlando benissimo l’italiano – aggiunge la vittima – mi diceva di non aver capito e continuava a chiedere informazioni, allora mi sono spazientita. Se n’è andata, e subito dopo ho sentito una sgommata, ma l’auto stava andando verso Gambettola e non verso la via Emilia». «Meno male che ho tenuto il finestrino chiuso e ho messo la mia borsa sul sedile accanto – ha pensato – poi ho buttato l’occhio sul sedile e la mia borsa non c’era più, sembrava essersi disintegrata. Sconsolata ho messo in moto, ho fatto inversione e all’istante si è spalancato lo sportello lato passeggero. E qui ho capito che mentre quella mi chiedeva informazioni fasulle, un complice aveva aperto lo sportello al lato opposto e si era preso la mia borsa». Dopo il furto, la tentata truffa. «Mi sono recata dai carabinieri per la denuncia – prosegue la vittima – e mentre stavo suonando il campanello, mi è arrivata la chiamata da un numero sconosciuto, e la voce che mi diceva “Siamo i carabinieri e abbiamo trovato la sua borsa, abbiamo recuperato le sue carte di credito mentre due ragazzi extracomunitari tentavano di prelevare al bancomat”. Io ho ringraziato molto sollevata. Poi il presunto carabiniere continuava a pormi domande sulle mie carte e se avessi prelevato in giornata. A quel punto insospettita ho chiesto: “Ma voi siete i carabinieri di quale zona, perché io sono qui davanti ai carabinieri di Gambettola e loro non sanno nulla”. Hanno buttato giù e ho capito che volevano fregarmi la seconda volta cercando di carpire il numero del pin».

Due giorni fa poi la conferma di non essere stata l’unica vittima: «ho saputo da una conoscente che un’altra persona della zona il giovedì precedente aveva subito, sempre davanti allo stesso cimitero, e con la stessa modalità, il mio trattamento».

Che i truffatori siano operativi in zona sembra confermato anche da un terzo episodio. Nei giorni scorsi «Mia madre 82enne – racconta una residente – dopo essere stata nel cimitero di Gatteo, tornando verso l’auto, ha visto arrivare a forte velocità un’altra auto da dove è scesa una donna che le ha chiesto le indicazioni per Gambettola». L’82enne allora è salita in auto e ha appoggiato la borsa sul sedile del passeggero, mentre la truffatrice ha aggiunto che l’auto della donna anziana aveva le gomme sgonfie. «È scesa e dall’altra parte hanno aperto la portiera e le hanno portato via la borsa – prosegue – Mia mamma è risalita in auto e subito si è accorta del furto. A quel punto è ridiscesa immediatamente e ha cominciato a urlato “Ladra, ladra, mi ridia la borsa”. La truffatrice era ancora nel piazzale e forse per paura che ci fossero altre persone gliel’ha tirata per terra. Comunque le è andata bene. Ma oramai recarsi al cimitero non è più sicuro. Mia madre è stata anche troppo coraggiosa, avrebbero potuto anche dargli una spinta o altro. È necessario porre rimedio a questo fenomeno».

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