RIMINI È una storia a lieto fine, doveva essere a lieto fine. È la storia di Gabriele e della sua amata bicicletta verde acqua. Domenica gliel’hanno rubata, ma non si è trattato di un furto come gli altri. Gabriele ha 13 anni, è un ragazzino autistico e il suo faticoso cammino sulla strada dell’autonomia passa anche da quella bicicletta. La sua mamma, Annalisa Pezzi, lo sa bene, infatti si affida subito ai social: chi ha visto qualcosa ce lo faccia sapere. In poche ore il tam tam della solidarietà raggiunge vette inattese: quasi 7mila condivisioni, messaggi di solidarietà, biciclette in regalo. Fino a ieri sera. Qualcuno passeggiando per Rimini, dalla strada, all’interno di una palazzina vede una due ruote talmente simile a quella di Gabriele che doveva essere quella di Gabriele. Informa i suoi genitori e tutto è bene quello che finisce bene. «La bicicletta sta tornando a casa – esulta mamma Annalisa – Gabriele si sfrega le mani dalla gioia».

La brutta avventura
Domenica sera Annalisa si affida a Facebook e sulla sua pagina racconta la sua odissea, sperando che qualcuno abbia visto qualcosa. «Gabriele ha 13 anni – scrive -. È autistico e ha una bici che per lui è tutto. Per un ragazzino con autismo, quando dico che è tutto è veramente tutto, quando non ha altra compagnia che non sia quella. Con un lavoro enorme di tempo e pazienza è diventato autonomo, tanto da potere andare in giro da solo».
Fino all’altro giorno, quando gliel’hanno rubata sotto al ponte di legno. «Nel cestino – continua Annalisa Pezzi – c’è anche scritto che è di un ragazzino con autismo e i numeri di telefono di noi genitori».
Come succede in questi casi, all’appello viene aggregata la foto della due ruote (modello da donna, colore verde acqua e il cestino nero) e la cortesia di avvisare o chiamare in caso di “avvistamento”. Al limite condividere la richiesta di aiuto. E in poche ore accade qualcosa di straordinario.
L’appello di Annalisa rimbalza di casa in casa, fino a superare ampiamente i confini riminesi, migliaia e migliaia di volte, finché il campanello della solidarietà suona quasi 7mila volte.

Il lieto fine
«Non immaginavo potesse accadere qualcosa del genere – racconta Annalisa soddisfatta – da una situazione brutta è nata una risposta che mi ha commosso. Non so neppure più quanta gente ha cercato di darci una mano, in molti volevano regalare una bicicletta a Gabriele. Quando l’altra sera ci ha telefonato perché non la trovava più, avrò perso vent’anni, lo abbiamo raggiunto ed era ancora spaesato, è voluto rimanere lì ancora a cercare».
Ieri sera il tam tam mediatico scrive la frase “lieto fine”, quando qualcuno vede la bici di Gabriele nell’atrio di un condominio. «Mio marito è andato subito, credo sia proprio quella di mio figlio, ho riconosciuto l’ammaccatura del cestino e la fascetta di plastica. Per me è lei, ma finché non la vedo non credo».
È sufficiente attendere ancora venti minuti per l’annuncio ufficiale. «La bicicletta di Gabriele sta tornando a casa».

Argomenti:

appello

bici

figlio

rubano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *