FORLÌ. Continua l’attività a favore del decoro e della manutenzione da parte del Comitato di quartiere Romiti. Venerdì pomeriggio infatti alcuni volontari sono intervenuti per rimuovere e consegnare ad Alea una quantità notevole di rifiuti solidi urbani abbandonati sull’argine destro del fiume Montone nella zona d’angolo del ponte di Schiavonia e dell’ex Bar Bologna.
«I rifiuti erano di vario genere – raccontano dal Comitato -: molta plastica, lattine, bottiglie di vetro, una borsa, vestiti usati, pannolini. La “discarica” si protendeva sin alle vicinanza del corso fluviale con pericolo di essere trasportata dalle correnti verso il mare».

L’intervento è stato fatto in sicurezza con attrezzatura adeguata e corde di ancoraggio. «La rimozione era necessaria. Questo è un punto di accesso alla città e i rifiuti abbandonati (oltre al fatto dell’inquinamento territoriale e fluviale) erano visibili per i pedoni che transitavano sul ponte di Schiavonia dando una immagine negativa a cui non vogliamo appartenere. Come cittadini attivi e volontari di quartiere Romiti – spiegano ancora dal Comitato – siamo pronti a seguire le direttive amministrative attraverso patti di collaborazione e corsi di formazione tutelanti per svolgere azioni similari sul territorio. L’azione di oggi assume anche un valore di sensibilizzazione. Oltre ad arrabbiarsi con chi deturpa la città in vari modi, una comunità matura deve anche sapere rimboccarsi le maniche ed intervenire ad eliminare gli sfregi senza delegare sempre gli altri. Il senso civico del rispetto delle persone dei beni comuni è quello che ci deve contraddistinguere, per dare un esempio positivo alle nuove generazioni».

Nei giorni scorsi sempre i volontari del Quartiere erano stati impegnati nella pulizia dei tombini che si trovano nel parcheggio vicino al palasport Villa Romiti. Uno dei tanti interventi svolto nel corso di questi ultimi anni. «Siamo partiti sei anni fa – spiega il coordinatore Maurizio Naldi -. Iniziammo con il palazzetto dello sport Villa Romiti che era deturpato dalle scritte. L’abbiamo ripulito tutto. Poi siamo passati alle campane per la raccolta del vetro e abbiamo continuato con tanti altri lavori per la comunità e il quartiere. Perché dove fai vedere che ci sei è difficile poi che torni il degrado. Il nostro lavoro è questo: rimboccarsi le maniche e intervenire perché delegare agli altri è troppo facile. Certo da parte di qualche cittadino servirebbe un po’ di maturità in più nei comportamenti».

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