RAVENNA. Come imparare a riconoscere oggi parole, significati, modi di dire della “lingua madre”, quella dialettale? A questo vuole dare una mano la prima serie di 40 brevi filmati di Romagna slang, settimanalmente trasmessi su un apposito canale Youtube. Di questi, 34 sono destinati a illustrare un termine o un modo di dire romagnolo, mentre i restanti 6 intendono mostrare, fra lo scherzoso e il provocatorio, come numerose voci inglesi, entrate nella lingua italiana, possano essere facilmente rese nel nostro dialetto. L’iniziativa, che ha preso le mosse da un finanziamento ottenuto partecipando al bando regionale emesso ai sensi della Legge regionale 16/2014 per la salvaguardia e la valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna, è dell’Associazione Friedrich Schürr di Santo Stefano di Ravenna, un’organizzazione nata 23 anni fa e diventata punto di riferimento per quanti sono interessati al dialetto o per meglio dire ai dialetti romagnoli.
Si tratta di video brevi, simpatici e istruttivi. La struttura è fissa. Si inizia con un breve sketch in cui vengono contestualizzati la parola o il modo di dire e si chiude con l’intervento in scena di un “esperto” che ne fornisce la traduzione e la spiegazione. I protagonisti delle scenette, girate a Cassanigo di Cotignola a casa Nadiani con la collaborazione tecnica di Marco Colonna (regista), Matteo Munaretto (fonico) e dell’assistente di produzione Cristina Gambini di Icaro Communication, sono un nonno, una nipote adolescente e un nipotino che mettono in campo un incontro-scontro fra generazioni e fra lingua e dialetto. Nel ruolo del nonno recita Alfonso Nadiani, mentre la nipote è Cristina Vespignani mentre la parte dell’esperto è affidata a Marco Grilli. Le musiche sono eseguite da Fabrizio Flisi e Gioele Sindona. Ne abbiamo parlato con la presidente dell’Associazione Carla Fabbri.
Quali gli obiettivi che vi siete posti?
‹‹Abbiano inteso creare un’occasione d’incontro tra generazioni oltre che tra lingua e dialetto, al fine di attirare l’attenzione sul dialetto romagnolo e in particolare sulle sue peculiarità lessicali ed espressive. Abbiamo voluto quindi adottare un target rivolto anche a coloro che non lo parlano, sfruttando anche la modernità del web. Questa occasione ci ha anzi permesso di mostrare un uso del dialetto non solo rivolto come accade a cose ridanciane e un po’ sguaiate, ma alla sua spiegazione “scientifica”, che piacesse e attirasse l’attenzione. Nella seconda serie, che abbiamo chiamato Romagna slang 2, ci siamo avvalsi anche della partecipazione di volti noti come Roberto Mercadini e Maria Pia Timo che ringraziamo per la loro disponibilità e condivisione››.
Quale interesse avete riscontrato?
‹‹I risultati sono ottimi: 2900 iscritti, oltre 300mila visualizzazioni, senza un centesimo di investimento pubblicitario. Abbiamo prodotto e pubblicato una prima serie di 40 clip, una seconda di 25. A settembre 2020 gireremo la terza serie, altre 25 clip. Siamo partiti in tre con Gilberto Casadio e Roberto Gentilini, senza un’esperienza precisa di cosa avremmo inventato ma unendo le idee e con la collaborazione tecnica di Icaro di Rimini, il prodotto finale ha riscosso un successo inaspettato fino ad arrivare ad avere il prestigioso Premio Guidarello, sezione audiovisivi nel 2018. I commenti ci incitano ad andare avanti. È la dimostrazione che è la curiosità a mantenere vivo il dialetto. Arriveremo a produrre in totale 90 clip, un bello sforzo fatto tutto in maniera volontaria ma vorremmo pensare di aver dato una bella mano alla conoscenza del dialetto usando tutti gli strumenti vecchi e nuovi a disposizione››.

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