La diga di Ridracoli

Nella mattinata odierna, l’assemblea dei soci di Romagna Acque-Società delle Fonti Spa – riunita in modalità da remoto – ha approvato all’unanimità il preconsuntivo di bilancio 2020 e il budget previsionale 2021.


IL CONTESTO GENERALE


L’Italia, come il resto del mondo, chiude il 2020 con tutte le difficoltà, i problemi
e le incognite poste da un’emergenza sanitaria senza precedenti; il Covid-19
oltre a minare la salute della popolazione mondiale ha generato crisi
economiche e sociali le cui conseguenze sono pesantissime nel presente e per
gli anni futuri. La società stessa ha pagato un prezzo altissimo: la scomparsa
per Covid del direttore generale, Andrea Gambi, lo scorso 23 marzo. Dall’1
gennaio entrerà in carica il nuovo direttore generale, Giannicola Scarcella.
UTILITALIA, la Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici
dell’acqua, dei rifiuti, del gas e dell’energia elettrica – e a cui aderisce anche
Romagna Acque – ha raccolto 1.470 progetti per un valore di 17,4 miliardi
affinché il mondo delle utility possa contribuire con il sostegno del Recovery
Fund alla ripresa del paese; si stima che tali investimenti possano avere un
impatto potenziale sul PIL del +1,02% ed effetti positivi sull’occupazione pari a
234mila nuovi posti di lavoro.
Per quanto riguarda in specifico l’ambito di interesse di Romagna Acque, si
rilevano aspetti positivi legati all’alto livello di investimenti che il settore idrico ha
raggiunto in molte parti del paese: grazie all’attività, accorta ed efficace,
condotta da ARERA dal 2012 e alla constatazione che la regione Emilia-
Romagna è una delle regioni con il più alto stock pro capite di infrastrutture
idriche e con livelli di servizio decisamente buoni.

LA SITUAZIONE IN ROMAGNA


Per Romagna Acque, il volume di vendita 2020 è stimato in 109 mln/mc di
acqua, registra un decremento sul budget di circa 4,5 milioni di metri cubi e di
2,5 milioni sui volumi venduti nel 2019. La contrazione delle vendite è
principalmente da ricondurre alla situazione emergenziale Covid-19: già nel
primo semestre la riduzione dei volumi venduti rispetto al budget era di oltre 3,2
milioni al metro cubo. Il livello di invaso prossimo alla tracimazione a dicembre
2019 e l’andamento idrologico dei primi mesi del 2020 hanno permesso
soprattutto nella prima parte dell’anno una produzione da Ridracoli
estremamente favorevole. Tenuto conto dei bassi apporti nella seconda parte
dell’anno, il volume ad oggi invasato presso la diga di Ridracoli impone una
riduzione del prelievo da tale fonte, con necessità di più incisive integrazioni sia
dalle fonti locali di falda che dell’acqua derivata del Po, trattata presso l’impianto
di Bassette di Ravenna (si evidenzia che è in corso la manutenzione degli
impianti del Canale Emiliano Romagnolo, che impone limitazioni al volume
disponibile per la produzione dall’impianto di Standiana).

I DATI DI BILANCIO


Il preconsuntivo 2019 quantifica un valore della produzione di 56,8 milioni di
euro, con un decremento di 1,9 milioni rispetto al budget. Il risultato prima delle
imposte è di 7,8 milioni euro, superiore al budget di 1,6 milioni di euro, e pari a
circa il 13,7% del valore della produzione. Il budget 2020 individua un valore
della produzione di euro 58, 6 milioni di euro, con un utile di esercizio previsto in
4,8 milioni di euro.
Si confermano inoltre le rinunce tariffarie proposte da ATERSIR ed accettate da
Romagna Acque, che alla luce della determina ARERA 918/2017, incidono con
effetti diretti sul Conto Economico del 2019 per 3,7 milioni di euro (oltre a 2,2
milioni con effetto finanziario).
Il dato aggregato del periodo 2020-2023 registra rinunce per complessivi 17,2
milioni di euro (10,9 per rinuncia al time lag e decurtazione di oneri fiscali, e 6,3
per non applicazione del FONI).

I FUTURI INVESTIMENTI
I nuovi obiettivi generali della pianificazione sono orientati a dare adeguata
risposta agli aspetti di sicurezza dell’approvvigionamento idrico: nel triennio
2021-2023 si prevede un valore di investimenti infrastrutturali di oltre 38 milioni
di euro.

Di seguito una sintetica illustrazione delle principali opere previste nel Piano
2020-2023, con indicazione per ciascuna sia delle finalità di qualità tecnica
perseguite sia di stato di avanzamento delle attività.


Terza Direttrice: condotta impianto Standiana-Forlimpopoli-Casone e
condotta Casone-Torre Pedrera


Un investimento strategico che consentirà di raggiungere una pluralità di
obiettivi: interconnessione fra le principali fonti di approvvigionamento;
potenziamento delle capacità distributive dell’intera rete di adduzione
dell’Acquedotto della Romagna (nelle zone costiere ma anche nell’entroterra);
maggior garanzia di continuità di erogazione del servizio anche in presenza di
situazioni critiche o rottura; maggiore uniformità nella qualità della risorsa
distribuita. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica di prima fase prevede un
quadro di spesa di 79,9 milioni; per accelerare i tempi complessivi della
realizzazione dell’opera è stata anticipata l’esecuzione di tutte quelle attività che
consentiranno di svolgere più velocemente ed efficacemente le fasi della
progettazione. Si prevede che la gara possa essere avviata nel secondo
semestre del 2021.


Raddoppio della condotta Russi – derivazione Lugo Cotignola


La nuova condotta, in affiancamento a quella esistente, consentirà di
incrementare le portate erogabili dal nuovo impianto della Standiana e di
aumentare la sicurezza di approvvigionamento dell’entroterra lughese da
Faenza fino ad Alfonsine. L’investimento è di 9,4 milioni; si prevede che
l’appalto possa essere aggiudicato ad inizio 2021.
Canale Carrarino 2° tratto – Collegamento alla canaletta Anic
L’operan del valore di 3,4 milioni di euro, permetterà un’ottimizzazione
prestazionale e un aumento di affidabilità del sistema di approvvigionamento
idrico del potabilizzatore Bassette di Ravenna, oltre che una razionalizzazione
del sistema di alimentazione delle zone umide di Ravenna ed impatti positivi dal
punto di vista ambientale in una zona umida interessata da fenomeni di
inquinamento. E’ in corso la progettazione esecutiva del secondo stralcio, che consentirà di
avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori.


Condotta San Giovanni in Marignano – Morciano

L’opera, del valore di 6,9 milioni, consentirà il collegamento diretto all’Acquedotto della Romagna dei due comuni dell’area riminese e un miglioramento del funzionamento impiantistico; i lavori sono stati consegnati a settembre 2019, ma il cantiere ha subito nella prima parte dell’anno importanti ritardi dovuti all’emergenza COVID-19. Successivamente i lavori sono stati riavviati e si stanno svolgendo con regolarità.

Nuovo magazzino di Forlimpopoli e nuovo impianto fotovoltaico

L’intervento ha un valore di 1,5 milioni di euro. Il completamento della progettazione esecutiva e il rilascio delle autorizzazioni previste hanno consentito l’avvio dei lavori sia del nuovo fabbricato ad uso magazzino che dell’impianto fotovoltaico (200 kw di potenza di picco).
Sono infine in corso i lavori sia per il revamping dell’impianto di potabilizzazione di Bellaria (opera da 2,35 milioni di euro) che per la Manutenzione straordinaria e miglioramento sismico delle vasche di accumulo finale dell’impianto di potabilizzazione di Bassette a Ravenna (opera da 2 milioni di euro); in entrambi i casi si sono registrati ritardi dovuti all’emergenza COVID-19.


IL SETTORE ENERGETICO


A livello di preconsuntivo 2020 si prevede una riduzione rispetto al budget per quanto riguarda i quantitativi acquistati di energia (sia per effetto dei minori volumi di acqua venduti che per il maggior utilizzo della risorsa di Ridracoli) e per il minor costo medio di acquisto, circa il 24% in meno rispetto al budget. Nel 2021 le previsioni dei consumi sono stimate in crescita (+ 17%) in quanto è previsto sia un aumento della produzione che un minor utilizzo della risorsa di Ridracoli. Tali aumenti sono comunque calmierati dalla messa a regime dell’impianto fotovoltaico della Standiana e dall’avvio degli impianti fotovoltaici presso gli impianti di Forlimpopoli e di Bellaria Bordonchio.

L’IPOTESI DI NUOVI INVASI


A metà ottobre, la società ha presentato all’assessorato regionale all’Ambiente i
risultati di una ricerca, coordinata dal professor Brath del Dicam, dedicata alla
possibile progettazione di nuovi invasi in Romagna: per affrontare, nel lungo
periodo, problemi di siccità dovuti ai cambiamenti climatici.
Una proposta che non solo è stata registrata con interesse dall’assessore
Priolo, ma ha visto nelle settimane successive ulteriori approfondimenti durante
nuovi incontri, e significative aperture territoriali. In particolare, sul tema sono
tornati sia il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, che il
neopresidente di Confcooperative Romagna, Mauro Neri, dedicandovi passaggi
significativi delle loro relazioni alle rispettive assemblee.
Il tema sarà certamente fra i principali anche per quanto riguarda la discussione
da portare avanti nel corso del 2021.

I COSTI ECOSISTEMICI


Infine il tema dei costi ecosistemici, a cui Romagna Acque sta lavorando ormai da anni: in particolare, in particolare grazie ad un processo di ricerca condotto da un consorzio composto dall’Istituto di Management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Università Carlo Bo di Urbino (col professor Riccardo Santolini) e dal Centro Studi e Ricerche REF di Milano. Obiettivo è proprio l’avvio di processi che abbia al centro lo scambio di servizi ecosistemici, allo scopo di conservare il capitale naturale, aumentare la sicurezza del territorio, migliorarne il presidio e rendere sostenibile ogni attività umana. La ricerca punta all’identificazione del valore ambientale della risorsa idrica a livello locale, per favorire il dibattito su un’adeguata politica dei prezzi che tenga conto della copertura dei costi sia di fornitura della risorsa, sia di mantenimento dell’ambiente da cui è prelevata (il cosiddetto costo ambientale). Un tema complesso, per affrontare il quale Romagna Acque ha avviato il
dibattito con un ampio bacino di stakeholder, Regione in primis, per capire se gli
interventi sui costi ecosistemici possano davvero essere inclusi tra gli oneri
eleggibili, e in che maniera.

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