Rocchi e Balducci a Cesena con il loro libro “Spettri”

Tre momenti caratterizzano il venerdì cesenate della Bellezza delle parole, in Biblioteca Malatestiana. Alle 17, nella Sala Piana si inaugura la raffinata mostra “Orme leggere. Piccoli libri d’artista” di Giampiero Guerri, incisore e stampatore di origine toscana. Ilario Sirri legge brani ed estratti dai libri. Alle 17.30, in Malatestiana Ragazzi, Elisa Rocchi e Marianna Balducci presentano la novità editoriale Spettri, mazapègul e altri esseri fantastici dell’Emilia-Romagna (Telos), ben accolta alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Chiude alle 21, in aula magna Malatestiana, l’affermato scrittore Paolo Nori con il suo romanzo “Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij” (Mondadori) in dialogo con Corrado Ravaioli.

La cesenate Elisa Rocchi (1980) è autrice di una ventina di libri per l’infanzia, ma è nota specialmente per la sua intensa attività dedita ai ragazzi che ha generato, già nel 2005, l’associazione Barbablù e il festival del fumetto Cesena comics&stories, oltre a progetti per la città come il recente Cresce solo se sognata. Con la nuova pubblicazione può finalmente godersi la ribalta anche come autrice, insieme alla collega riminese Marianna Balducci (1985), che ha realizzato per il libro immagini centrate di personaggi leggendari, resi divertenti e attuali.

Elisa, il personaggio del Mazapègul romagnolo fa parte del bagaglio leggendario della Romagna, ma lei lo rivisita in chiave contemporanea.

«La sfida della collana di Telos “147 mostro che parla”, curata da Teresa Porcella, ha l’obiettivo di attualizzare e portare nella contemporaneità le creature del folclore, delle leggende, delle storie di ciascuna regione narrate oralmente. Il mio volume si compone di 7 storie legate a 7 creature e personaggi della terra emiliano-romagnola. Pensando a un mazapègul contemporaneo innamorato, immagino che – per ingraziarsi la ragazzina amata – le riordina la cameretta e le fa i compiti di matematica».

Come si è posta davanti alla vastità di questo mondo folclorico sommerso?

«Sono partita da una ricerca di mesi che mi ha fatto scoprire creature che vanno dalle città agli appennini, che ci arrivano da secoli e secoli anche attraverso tanto passaparola. Sono immensamente grata al gran maestro Eraldo Baldini, i suoi libri e le sue ricerche hanno illuminato la mia esplorazione come un faro. Baldini ha creato una raccolta di fondi che ha portato a galla un patrimonio che altrimenti sarebbe andato disperso».

Quali sono i personaggi del suo libro e quali le caratteristiche?

«Ho potuto scoprire che tante creature immaginifiche sono nate da elementi naturali della nostra terra, come la nebbia e la palude, mostri che spaventano per proteggere bambini e adulti da ambienti malsani, o da briganti che approfittano della nebbia per nascondersi. Ci sono personaggi come la Palpastriga emiliana, strega di ambiti paludosi e nebbiosi, corrispettivo della romagnola Borda che rapisce i bambini, inquietante creatura con occhi bendati, spauracchio per mandare a nanna i bambini. Legata al fenomeno dei fuochi fatui, a spiriti morti che non hanno trovato pace, è la Lumeta della bassa Romagna, detta Piligreina, che di notte tra ottobre e novembre confonde la strada. Sulla costa troviamo il Regan, drago legato all’acqua, a zone paludose e tempestose. E poi la Dama Bianca che attraversa la miriade di rocche e castelli della nostra terra, a salvaguardia di luoghi e tesori, donna fantasma che tiene alla larga gli intrusi. Fino al dispettoso folletto Mazapègul la cui tradizione si perde nella notte dei tempi, che si innamora follemente appoggiandosi sullo stomaco di chi ama e creando pesantezza di stomaco notturna. Poiché è schizzinoso e schifiltoso, per scacciarlo basta grattarsi il sedere o mettersi le dita nel naso».

Qual è l’importanza di questa ricerca pensando ai ragazzi?

«Credo tanto nel potere salvifico delle storie, e mi è piaciuto ritrovare nella nostra tradizione l’idea del racconto per difendere, tenere al sicuro, aiutare a crescere. I bambini hanno nelle orecchie il nostro patrimonio e, dalla forza del folclore, da leggende e tradizioni, possono acquisire anche la condivisione, l’elemento che ha consentito a queste antiche storie di arrivare fino a noi oggi».

Info: 0547 610892

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