Roberto Magnani e il suo “Moby Dick” alla Casa del Teatro di Faenza

La rassegna “Teatri d’inverno” organizzata al Masini di Faenza da Accademia Perduta/Romagna Teatri si sposta oggi (ore 21) alla Casa del Teatro di via Oberdan 9/a per ospitare Siamo tutti cannibali. Sinfonia per l’abisso, di e con Roberto Magnani. Sul palco con lui il contrabbassista Giacomo Piermatti, autore delle musiche insieme ad Andrea Veneri.

Il testo risponde a uno dei grandi amori di Magnani, “Moby Dick” di Herman Melville, opera fondamentale per l’attore e autore di Teatro delle Albe, che commenta: «L’ho letto oramai diverse volte, ci torno spesso e, come un libro magico, aprendolo a caso ottengo indicazioni sul futuro. Credo che non esaurirò mai il mio rapporto con questo libro, continuerò a lavorarci per tutta la vita come una fonte di inesauribile sapienza, da quando l’ho incontrato per la prima volta poco più che ventenne. Questo è senza dubbio il più grande libro di mare mai scritto, forse il più bel romanzo americano, un caposaldo della cultura occidentale. Un libro sulla rovina, sul tramonto della nostra società, canto straziante e psicotico, mistico e delirante».

Moby Dick è però anche un’opera complessa da portare in scena. E qui, si precisa la collaborazione con Piermatti, con il quale Magnani riesce a creare una sinfonia di parole, musica e suoni grazie anche alla collaborazione con Andrea Veneri, giovane regista del suono allievo di Luigi Ceccarelli, a sua volta storico collaboratore del Teatro delle Albe. In questo modo, spiega Magnani «il contrabbasso, amplificato in modo da creare piani sonori ben differenziati e con l’aggiunta di elaborazioni basate sul ritardo e la moltiplicazione del suono che ne modificano e incrementano l’espressività, diventa la voce dell’intero Pequod, pervaso dagli scricchiolii del ponte sotto i piedi dell’equipaggio come dal furioso sbattere di code degli squali affamati contro la prua. Una sinfonia, quindi: in cui la musica, creando uno spazio sia emotivo che fisico, tenta di manifestare tutto quello che le parole lasciano solo intuire, mentre le variazioni timbriche della voce che si succedono durante la performance, vengono amplificate attraverso l’uso di riverberazioni digitali in grado di variarne la spazialità, l’enfasi o la crudezza».

La nave di folli agli ordini di un folle capitano, perduta nella caccia senza senso a un fantasma, si presenta così in tutta la sua potenza sulle scena, per ricordarci ancora una volta le grandi domande poste da Melville ai lettori di tutti i tempi.

Biglietto: 10-5 euro

Info: 0546 21306
www.accademiaperduta.it

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