Rivolta gaya: “Il ddl Zan è necessario, ma non basta”

«No al razzismo e al pregiudizio», «Aborto libero, sicuro e gratuito», «Mio il corpo mia la scelta» passando per «L’amore non ha sesso» e «Giù le mani su i diritti» fino ad arrivare all’immancabile «No Vat».

Questi sono solo alcuni dei cartelloni e degli slogan che hanno accompagnato ieri la sfilata multicolore e multigender che dalla stazione dei treni ha attraversato Imola passando per le vie del centro con soste all’incrocio della via Emilia con via Appia, all’orologio, davanti alla biblioteca fino ad arrivare al Duomo di San Cassiano per chiudersi nell’area verde esterna alla Rocca.

Giovani “in rivolta

Circa 150 persone, per lo più giovani provenienti da Imola ma anche dalle città vicine come Faenza e Bologna hanno deciso di manifestare in corteo per sostenere e ribadire la necessità di un «cambio di mentalità totale e più tollerante verso chi ama in modo diverso». Lo confermano Noemi, Max, Linda e che sottolineano a pochi minuti dalla partenza come «siamo stanchi di essere additate e additati come diversi, di essere vessate e vessati per i sentimenti che abbiamo e portiamo». Considerazioni riprese e sostenute da Nicole, Greta, Angelica, Francesca, ragazze imolesi e provenienti dai paesi del circondario, che si sono aggregate al corteo perché «speriamo che il decreto Zan sia approvato e si possa cominciare a pensare e vivere in un Paese che sia tollerante, laico e rispettoso delle diversità sessuali, di genere e di amore». Un lento ma rumoroso attraversamento delle vie del centro che in una delle soste previste ha visto anche “l’incontro”, seppur a distanza, del corteo, sempre scortato da parecchia polizia e carabinieri, con alcuni esponenti della Lega presenti con un banchetto allestito sotto il portico. Un incontro arricchito da un simpatico e ironico saluto rivolto dai manifestanti “arcobaleno” agli esponenti del Carroccio. E proprio il mondo politico e soprattutto la Chiesa sono stati più volte tirati in causa dai partecipanti al Pride di Imola. «Crediamo che l’approvazione del ddl Zan sia indispensabile, urgente e non possiamo più aspettare. Ma questo non ci basta. Non servono – hanno più volte rimarcato i manifestanti – non solo criminalizzazioni e punizioni ma anche e soprattutto approcci culturali, educativi nelle scuole differenti. E soprattutto bisogna che il Vaticano esca una volta per tutte dall’ingerenza normativa dello Stato, laico, italiano».

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