“Ritratti isolati”, fotografare l’Italia dallo schermo del pc

In posa o al naturale, tutti fermi: clic e si immortala l’attimo. Questo fino a più di un mese fa nella vita di tutti i giorni. Se però il quotidiano avviene tra le mura di casa, ecco che lo scatto non può che essere dentro lo schermo di un computer o un cellulare. La vita ai tempi del Covid-19 si può raccontare in tanti modi. Un gruppo di otto fotografi professionisti, impossibilitati a muoversi in questi giorni di #iorestoacasa, ha puntato l’obbiettivo dentro i monitor. Un viaggio virtuale in giro per l’Italia che si fa reale nel progetto Ritratti isolati.
«È nato tutto quasi per gioco all’inizio di marzo – spiega la fotografa riminese Marianna Molinari –. Eravamo in contatto tra noi via Skype, poi qualcuno ha preso la macchina fotografica e ha scattato una immagine dell’incontro. È stata la scintilla che ha dato vita a questo progetto, che documenta il quotidiano delle persone tra le mura domestiche».
Oltre a lei, unica romagnola, ne fanno parte tre fotografi dal Piemonte (Sergio Bruno, Patrizia Galliano e Barbara Malacart), due dal Veneto (Anna Vittoria Pierobon e Fabio Panigutto), con presenze da Lombardia e Marche, rispettivamente Dante Marrese e Monica Palloni.
Ognuno di loro col proprio stile immortala attimi di vita quotidiana mediati da uno schermo, in un rapporto di dialogo con gli interlocutori nella composizione dell’inquadratura. Il metodo di lavorazione è abbastanza semplice: il fotografo contatta con una videochiamata la persona da fotografare e, nel corso della chiacchierata, scatta il clic.
«Quando siamo partiti abbiamo chiamato amici e conoscenti per dare il via all’iniziativa – prosegue Marianna –. Una volta che il progetto ha preso corpo la situazione si è rovesciata: sono state le persone a contattare noi. Oggi disponiamo di un corpus di oltre 300 scatti, destinati a salire ancora di numero. Personalmente sono quasi una cinquantina quelle che ho fatto, persone dalle professioni più svariate e da più parti d’Italia. Ognuna di loro ha una storia e qualcosa da raccontare, ma soprattutto ognuno di loro ti lascia qualcosa dentro. Come nel caso di un medico che ha raccontato il suo prezioso lavoro, oppure una famiglia con un malato di Alzheimer. Malgrado la reclusione, in casa senti il calore umano di queste persone, la loro voglia di stabilire un contatto che vada al di là della sola macchina fotografica».
Ritratti isolati era stato pensato per due settimane, quelle relative al primo lockdown. Il prolungarsi dell’emergenza coronavirus ha allungato anche il progetto, tant’è che una scadenza ancora non c’è.
«Col materiale raccolto pensiamo di realizzare un libro e una mostra itinerante, anche se adesso è presto per programmare. L’importante è l’essenza dell’iniziativa: documentare come gli italiani stanno vivendo questo particolare momento storico, raccogliendo storie e pensieri a riguardo, oltre alle immagini».
Il progetto sta particolarmente a cuore a Marianna Molinari, fotografa professionista da una decina di anni. Specializzatasi nel mondo della moda (Milano e Bologna) e del fotogiornalismo, il suo ritorno a Rimini ha coinciso con l’amore per la ritrattistica, da sempre la sua grande passione. E quale occasione migliore per metterla in pratica se non questa galleria di personaggi “reclusi” in attesa che qualcosa cambi.
Chi volesse entrare nella galleria fotografica può contattare i fotografi all’indirizzo ritratti.isolati2020@gmail.com.

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