Il caso della ristoratrice di Cesena torna su La7: “Arrivati i ristori, pignorati i conti”

Due ufficiali giudiziari le hanno annunciato il pignoramento di tre conti correnti (uno personale e due dell’azienda) lo stesso giorno in cui lo stato le ha accreditato il ristoro da 2 mila euro che aveva tanto atteso. È successo a Natascia Balducci, la ristoratrice disobbediente che a gennaio scorso aveva deciso di aprire il suo agriturismo Capra e Cavoli a Montiano e di violare le restrizioni imposte dai decreti per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Balducci lo ha raccontato ieri mattina all’Aria che Tira su La7, «Ormai considero Natascia un’amica», ha detto presentandola la conduttrice Myrta Merlino raccontando di essersi affezionata alla storia di Balducci. «Non sono riuscita a pagare le rate di un piano di rientro fatto ad ottobre – ha raccontato Balducci – così mi hanno pignorato i tre conti e quei 2 mila euro di ristori che aspettavo come una boccata di ossigeno non li posso toccare». Non contesta la legittimità della richiesta, Balducci: «Quei soldi devono averli, questo non lo contesto, ma se non mi consentono di lavorare io non so da dove tirarli fuori. Se avessero pazientato un po’ di più, adesso che almeno all’aperto ci è consentito lavorare, un po’ alla volta mi sarei messa in pari». La condizione in cui si trova è al limite della sussistenza: «Cerco di fare menù che non costino troppo, pondero bene ogni spesa, cucino da sola perché in questo momento non posso permettermi personale e il lunedì con quello che ho incassato il fine settimana vado a pagare la spesa che ho fatto il venerdì».

Una storia quella di Natascia Balducci che ha commosso Merlino («Natascia mi ha raccontato di aver perso 9 chili dall’inizio di questa drammatica storia») e dallo studio la incoraggia anche il meteorologo Paolo Sottocorona: «Anche quando piove, quando c’è il temporale e la tempesta, sopra c’è sempre il sole e prima o poi torna a farsi vedere». Prova a «mettere da parte l’emotività» lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio che dalla storia di Balducci trae spunto per un suggerimento al governo: «Così come non è possibile pignorare a un dipendente l’intero stipendio, per lo stesso principio i ristori andrebbero resi impignorabili».

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