Rimini, ristoratore ricattato: dipendente denunciato per estorsione

Per non perdere l’indennità erogata una tantum dal Governo per i lavoratori in somministrazione di cui era beneficiario, più e più volte ha rifiutato l’offerta del proprio principale di firmare un regolare contratto d’assunzione. Ma quando il ristoratore lo ha licenziato ha cercato in tutti i modi di far fruttare l’essere stato un dipendente in nero. Ed ha iniziato a ricattare l’ex datore di lavoro che nel frattempo lo aveva regolarmente assunto che stanco delle continue minacce ha deciso di presentare una denuncia-querela alla Procura della Repubblica per estorsione attraverso l’avvocato Paolo Ghiselli.

La storia

Come detto l’articolo 10 del decreto Sostegni ha previsto l’erogazione di una indennità una tantum di importo pari a 2.400 euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità onnicomprensiva introdotta dal decreto Ristori. E probabilmente per non perdere questa ulteriore fonte di sostegno il 39enne presunto estorsore, aveva chiesto e ottenuto dal ristoratore di essere pagato a giornata. Il loro col tempo era diventato un rapporto di amicizia tanto che in più di un’occasione il datore di lavoro gli aveva fatto dei prestiti per un totale di 2.700 euro che si impegnava di restituire con versamenti di 200 euro a settimana. L’ultimo, in ordine di tempo, è datato ottobre 2021 e sarebbe servito scriveva il cameriere per coprire uno scoperto in banca. La richiesta inviata con un messaggio WhatsApp si concludeva ringraziandolo dell’aiuto che gli aveva sempre dato.

La svolta

A dicembre però dopo un violento screzio avuto con la compagna il ristoratore l’ha licenziato. E da quel momento le richieste di denaro non dovuto sono diventate sempre più pressanti e sono state sempre seguite dalla minaccia di andare all’Ispettorato del lavoro e denunciarlo se non fossero state soddisfatte. Gli ultimi inquietanti episodi, quelli che l’hanno convinto a presentare la denuncia pur sapendo di poter incorrere in sanzioni per aver fatto lavorare il 39enne in nero, sono avvenute a cavallo tra il 24 e 25 febbraio. Prima una raffica di messaggi minacciosi e telefonate seguito dal danneggiamento della propria macchina. Se è stato lui lo si potrà stabilire visionando le telecamere del parcheggio. L’auspicio del ristoratore è che l’autorità giudiziaria prende le dovute iniziative.

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