Ristorante Bell’Aria, “Investiamo quando tutti gettano la spugna”

Gustare prelibatezze in barca sullo sfondo magico di albe e tramonti». Questa la poetica premessa del nuovo ristorante “Bell’aria” che a metà febbraio sorgerà in via Panzini 22 al posto de “La locanda dei pescatori”. A dirsi colpito dall’accoglienza dei belligeani, che hanno condiviso sui social la foto del logo, è il 45enne Nicola Calò campano d’origine ma da oltre 20 anni romagnolo d’adozione, nonché gestore di vari locali anche a Rimini, tra cui il noto “Pappa e briciole” ormai chiuso.
Pronti a tuffarsi con lui nella nuova avventura due soci. Ovvero il 60enne Mirco Fabbri nato a Rimini ma residente a Bellaria da più di 4 decadi, nonché ex direttore del Rio grande ed il 48enne bellariese doc Enrico Giovannini. Ad unirli da più di 30 anni il centro estetico ”Bagno Gino”. Intanto scendendo nei dettagli, Calò riconosce che si tratta di un «investimento molto importante, frutto dei risparmi di una vita». E sottolinea che per acquistare l’immobile hanno dovuto partecipare ad un’asta fallimentare, mentre gli amici li tempestavano con la stessa domanda: “Vi sembra questo il momento giusto?”». Al quesito amletico Nicola ha ribattuto con le parole del nonno che soleva dire: “I terreni più fertili si conquistano, quando tutto intorno è raso al suolo”, evidenziando: «Vogliamo metterci in gioco quando tutti gettano la spugna, forti di un’amicizia nata 15 anni fa».
E i tre davvero hanno pensato a tutto, dalla grafica dei menù passando per il restyling dell’edificio ora «spazio minimal dominato dal total white e soprattutto dalla luce che inonda ogni centimetro con appena qualche cenno d’azzurro». Tanti anche i progetti in cantiere, a partire dal «packaging ecosostenibile per il delivery». E non solo. Al vaglio per la bella stagione «colazioni, aperitivi e persino cene da gustare al largo, cullati da una barca, sotto la luce di albe o tramonti». Fermo restando che ad aprile il locale «sarà aperto dalla mattina con colazioni anche salate a tarda sera con proposte anche per vegetariani, amanti della carne e celiaci ma senza dimenticare la sua vocazione: un ristorante di pesce di medio livello con crudità di mare e ben 300 etichette di vini».
Nell’attesa sono già «stati assoldati 3 chef della zona – rivela – ed assunte alcune delle 7 figure previste». La certezza è che «tra i soci la collaborazione sarà massima – conclude – e la vera forza sarà mettere in campo idee diverse, rilanciando un messaggio solidarietà e ripartenza con il sostegno di questo spicchio di Riviera».

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