Riparte il mercato del lavoro, nel Ravennate riguadagnati 791 posti

Il mercato del lavoro è ripartito in regione a partire da maggio, con la fine delle ristrettezze sanitari. A livello regionale la crescita, rispetto al mese di aprile, in Emilia-Romagna è stata del 18,9 per cento. Le province rivierasche però faticano ancora. In particolare a Ravenna il saldo tra nuovi contratti e cessazioni del rapporto di lavoro si ferma a quota 791 nel periodo gennaio-maggio, più basso rispetto a quello delle zone emiliane che sono già ripartite trainate dall’industria. Il saldo dei primi cinque mesi del 2021 è comunque migliore rispetto a quello del 2020, caratterizzato dal pesante lockdown di primavera e dalla ripartenza dei contagi di novembre.

Nel 2020 il saldo finale tra nuovi contratti e licenziamenti è stato pari a 611. Nonostante ciò il rapporto della Regione sottolinea: «Al momento attuale restano ancora penalizzate le province rivierasche (in particolare Rimini e Ravenna) stante il più gravoso impatto delle reiterate misure di confinamento, imposte dal controllo dell’epidemia, sull’attività turistica». Il saldo riminese è negativo (-293) ed è il peggiore della regione mentre Forlì-Cesena è ripartita meglio (1.556).

Il rapporto evidenzia come i dati Inps relativi al numero di ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni e di Fondi di solidarietà «indicano come resti significativa la richiesta di ammortizzatori sociali da parte delle imprese, a conferma di una congiuntura economica che, sebbene in ripresa, continua ad essere condizionata da un clima di incertezza».

L’osservatorio ha infine fatto anche una panoramica dell’andamento del 2020, concentrandosi sulla fine dell’anno: A Ravenna la crescita delle posizioni dipendenti, nel quarto trimestre 2020, in provincia di Ravenna (1.674 unità in più), è ascrivibile soprattutto all’agricoltura (1.239 contratti in più) e alle altre attività dei servizi (per 985 unità). Il commercio però a fine dello scorso anno è tornato a soffrire: «Negli ultimi tre mesi del 2020 nel settore commercio, alberghi e ristoranti le posizioni dipendenti sono tornate a diminuire di 896 unità, interrompendo il recupero avvenuto nella stagione estiva precedente. La vulnerabilità delle province a vocazione turistica – quale è Ravenna – alle rinnovate misure di confinamento nel quarto trimestre 2020, si è tradotta in una nuova pesante riduzione delle posizioni dipendenti nel settore turistico (-2.223 unità) , compreso il lavoro intermittente».

Una flessione che anche la ripresa dei primi mesi del 2021 non è riuscita a compensare.

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