In questo anno teatrale “sospeso”, il mondo dei burattini e delle figure è pronto a dimostrare come la sua forza creativa vive da sempre sospesa sul filo. Perciò il Teatro del Drago con Roberta Colombo, organizzatori della 45ª edizione del festival Arrivano dal mare, scelgono come titolo “On the line. Il futuro appeso a un filo” per la manifestazione slittata all’autunno. Il festival si dipana come il filo di un gomitolo per quattro giorni tra Gambettola, Gatteo e Longiano, da giovedì 8 a domenica 11 ottobre.

Installazione da sogno.

Adm, col suo carico di personaggi nati da un immaginario fantastico, propone una rinascita dal sogno infantile racchiuso nella domanda: cosa vuoi fare da grande?, e si ricollega a Federico Fellini che a Gambettola trascorse l’infanzia. «Da grande avrei voluto fare il capostazione di Gambettola» rispose il maestro in una videointervista del 1980. Risposta colta da festival come incipit di una installazione “appesa a un filo” realizzata da tutti. «Sarà un’installazione partecipata – spiega Roberta Colombo –, a chi partecipa viene consegnata una placchetta dove scrivere cosa desidera fare da grande. Ognuna verrà legata ai fili appesi in piazza Pertini di Gambettola, davanti alla biblioteca di Gatteo, o sulla piazza di Longiano. Lasciandoci andare ai sogni, sull’esempio del nostro Fellini, anche noi troveremo una spinta entusiastica per guardare avanti».

Il festival

Per la prima volta il festival si costruisce in collaborazione con altre associazioni del territorio, quali Circuiti Dinamici, Natura Magica di Sergio Diotti, laScuola della cartapesta di Anton Roca. Un inizio auspicio di una estensione collaborativa. Il festival 2020 non annovera compagnie lontane, ma coinvolge nuovi protagonisti che si presentano come linfa per il futuro. Fra questi 16 giovani burattinai provenienti dal corso di alta formazione di teatro di figura “Animateria” sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna. Già dal 5 ottobre si misurano davanti al pubblico delle scuole.

Gli spettacoli

Sono 21 gli appuntamenti dei 4 intensi giorni che si inaugurano giovedì 8 ottobre alle 21, in teatro, con il gala di apertura. A seguire lo spettacolo “Casa nostra” di Hombre Collettivo, vincitore del Premio Scenario 2020. È un lavoro importante che affronta un pezzo di storia quale è stata la sentenza della corte d’assise sul processo Stato-mafia.

Venerdì 9 e sabato 10 ottobre i giovani di Animateria presentano otto brevi lavori in forma di studio con le diverse tecniche. Fra queste, spettacoli con marionette da tavolo e ombre, teatro di figura, silhouette di fotografie animate, teatro d’oggetti, clown teatrale musicale, sketch di commedia burattinesca.

Sabato 10 ottobre alle 21 va in scena un grande spettacolo del maestro bolognese Romano Danielli. L’indiscusso burattinaio della tradizione emiliana ha riscritto “Il fornaretto di Venezia, ovvero un antico caso di ingiustizia”, da un dramma popolare del Cinquecento ripreso da un libro del 1846 di Francesco Dall’Ongaro. La storia rivive con l’Accademia della Sgadizza, compagnia che riunisce burattinai di tante compagnie della tradizione.

Domenica 11 il fulesta Sergio Diotti alle 9.30 e alle 15 guida “Peripezie felliniane”: escursione con racconti e musiche sulle tracce di Federico bambino.

Musei e mostra

La riflessione del 45° festival, sabato 10 dalle 9.30 in sala Fellini, ruota su “I musei di teatro di figura in Emilia-Romagna”, terra che ne vanta più di ogni altra regione. Presenti 4 noti studiosi delle figure quali il professore Alfonso Cipolla, Luigi Allegri (Università di Parma), Guido Di Palma (La Sapienza), e il ricercatore Remo Melloni. Gli allievi del Museo della cartapesta guidati da Anton Roca realizzano al Centro Fellini la mostra “Immaginazione è potere” (11 ottobre ore 12). Spettacoli gratuiti con obbligo di prenotazione.

Info: 392 6664211

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