“Rincari bollette, hotel e ristoranti nel mirino della mafia”

«Turismo e ristorazione nel mirino della mafia per i rincari alle stelle». A riflettere su uno scenario da tempesta perfetta è l’avvocato Davide Grassi, che ha fatto parte della rete legale di Sos Impresa (associazione nazionale antiracket) per la quale si è costituito parte civile in numerosi processi. Ed è stato coautore con Davide Maria De Luca di “San Marino Spa” libro inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna.

Avvocato Grassi, il caro bollette che attanaglia albergatori e ristoratori con incrementi fino al 500% può aprire spiragli a nuove infiltrazioni della criminalità organizzata? Dati alla mano, molti hotel sono a rischio chiusura o già esposti al valzer di nuove gestioni.

«È appurato che quando c’è una crisi economica trovino terreno fertile queste dinamiche. Dopo l’emergenza sanitaria e il conflitto in Ucraina, gli imprenditori fanno i conti con mancanza di liquidità, debiti e difficoltà nell’accesso ai crediti. Il rischio è che diventino vittime di soggetti legati a ambienti criminali e pronti a offrire grosse somme, allettanti per chi non riesce a ripianare un debito. Senza giustificare nessuno, bisogna mettersi nei panni di chi ha un’attività e si ritrova schiacciato da bollette stratosferiche e poche prenotazioni. Occorre definire maggiori sostegni per tutelare dal punto di vista economico e prevenire l’acuirsi del fenomeno».

Sarà una mannaia che colpirà senza distinzioni o la sorte peggiore toccherà alle conduzioni a gestione familiare, fulcro della storia turistica locale?

«Le grandi catene hanno più probabilità di restare in piedi, a fronte di grande liquidità, mentre le piccole realtà sono più a rischio».

Altra questione dietro l’angolo: i lavori pubblici sovvenzionati dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per la gestione in trasparenza degli appalti, basterà in un momento storico senza precedenti come questo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa contro la regola del massimo ribasso?

«Pur non essendo un tecnico, ritengo che l’attenzione che la Procura mantiene su cambi di gestione, attività e appalti sia altissima. È altresì evidente che in qualsiasi regolamento o bando non si riesca mai a creare una struttura perfetta, sebbene si voglia evitare di incappare in certi personaggi, tuttavia il lavoro svolto dal tavolo in Prefettura e dall’autorità giudiziaria ha rilevato molte anomalie, integrando i controlli».

Quanto agli hotel sono state adottate 18 comunicazioni interdittive antimafia dopo il Protocollo siglato a settembre 2020 con i Comuni.

«Il problema nel settore turistico alberghiero è annoso ma oggi si può contare su tale strumento. Fermo restando che la criminalità organizzata è molto preparata sul fronte normativo e abile nel creare strutture societarie difficili da smembrare, le operazioni condotte restano capillari».

Si intensificherà il riuso dei beni confiscati che spesso agevola cittadini disabili o disagiati?

«In proposito il problema sono le ipoteche che gravano sugli immobili da parte degli Istituti bancari, con cui occorrono più tavoli di confronto».

Cosa fare perché i giovani siano cittadini consapevoli?

«È essenziale che la scuola formi gli studenti con lo studio dell’Educazione civica nonché collaborazioni con l’Osservatorio della legalità, in modo che i ragazzi si affaccino sul mondo del lavoro in modo diverso, conoscendo diritti e doveri».

Nel 2013 ha scritto, assieme a Davide Maria De Luca, “San Marino spa” un testo inerente alle infiltrazioni delle cosche nella nostra regione e sul Titano dove il denaro veniva “ripulito” in alcuni Istituti bancari. Cosa è cambiato da allora? Quale invece la costante?

«Riscontro una maggior partecipazione della società civile, mentre rimane fortissimo l’impegno della Procura, da sempre in prima linea».

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