Vasco Rossi a Rimini: l’ipotetica scaletta con tre brani contro la guerra

Rimini

L’attesa è finita. Con il soundcheck riservato al Blasco Fan Club, questa sera lo spazio sarà tutto per il palco e per il rocker di Zocca. E dal Romeo Neri potrebbe partire un messaggio che va oltre l’essenza stessa di un concerto. Così come fece a Misano nel 1987, aprendo simbolicamente i cancelli ai venditori ambulanti contro il razzismo e le tensioni sociali dell’epoca, questa volta Vasco Rossi potrebbe prendere posizione contro la guerra e contro le logiche dei conflitti contemporanei.

Un’ipotesi che prende forma alla luce delle prove generali eseguite nei giorni scorsi allo stadio, quando Vasco ha ripetuto in sequenza tre brani legati da un filo rosso: uno degli esordi, “Per quello che ho da fare (faccio il militare)”, e due classici entrati nella storia della sua discografia, “Gli spari sopra” e “C’è chi dice no”.

Se quei tre pezzi saranno davvero nella scaletta del concerto odierno e dell’intero tour lo si saprà soltanto quando il Blasco si presenterà davanti al suo “popolo” per la tradizionale anteprima dedicata ai fan più fedeli prima della data zero di domani. Un rito che per migliaia di iscritti al fan club vale quasi più del concerto ufficiale: è in questa occasione che si scoprono le canzoni che accompagneranno il tour nelle tappe di Ferrara (5 e 6 giugno), Olbia (12 e 13 giugno), Bari (18 e 19 giugno), Ancona (23 e 24 giugno) e Udine (28 e 29 giugno).

Se tre indizi fanno una prova, dai test effettuati in Romagna sembra emergere un filo conduttore chiaro: una critica esplicita o implicita alla violenza del potere, alla guerra e ai meccanismi di prevaricazione. Tre canzoni che, pur appartenendo a epoche diverse della carriera di Vasco Rossi, sembrano dialogare tra loro come capitoli di uno stesso discorso.

“Per quello che ho da fare (faccio il militare)”, inciso alla fine degli anni Settanta, usa l’ironia per raccontare l’assurdità della leva obbligatoria e di una disciplina vissuta come imposizione. Dietro il tono scanzonato emerge già il rifiuto delle logiche militari ma soprattutto un passaggio in cui dice “non siamo mica gli americani...che loro possono sparare agli indiani”. “Gli spari sopra”, del 1993, è invece il brano più apertamente politico del trittico: Vasco parla di guerra, violenza, ipocrisia e manipolazione del potere con immagini durissime. Gli “spari sopra” colpiscono tutti, simbolicamente, in una società attraversata da conflitti e tensioni. È una canzone rabbiosa, quasi apocalittica, nata negli anni delle guerre nei Balcani ma ancora oggi attualissima. “C’è chi dice no”, del 1987, porta invece il discorso su un piano più esistenziale e civile: non parla direttamente di guerra, ma dell’importanza di opporsi, di non accettare passivamente le regole imposte, di difendere la libertà individuale.

Solo ipotesi, al momento, ma una scelta che non appare casuale in un momento internazionale attraversato da guerre e tensioni geopolitiche. D’altronde non sarebbe la prima volta che Vasco utilizza il palco per mandare un messaggio civile affidandosi alle sue canzoni, trasformando il concerto in qualcosa che va oltre la musica.

Il clima in città, intanto, è già quello delle grandi occasioni. Rimini si è trasformata da giorni nella capitale del rock italiano: alberghi pieni, fan arrivati da tutta Italia e il Romeo Neri diventato il centro di gravità dell’inizio dell’estate musicale. Il soundcheck di questa sera è andato esaurito da settimane, da quando a inizio anno fu aperta la procedura di accreditamento (chiusa a marzo) per gli iscritti al fan club.

L’apertura dei cancelli per il settore Prato Gold è prevista alle 15.30, dove prenderanno posto i primi 3.500 spettatori, mentre tutti gli altri settori apriranno alle 16. Saranno attivi esclusivamente i varchi 7, 1 e 3. Dal varco 7 si accederà al Prato Gold dalle 15.30, al Prato dalle 16 fino alle 17 e, sempre dalle 16, anche ai Distinti. Dopo le 17 non sarà più possibile scegliere varco e settore di accesso: il personale di sicurezza indirizzerà gli spettatori verso i posti eventualmente ancora disponibili. Gli organizzatori raccomandano la massima collaborazione.

Il primo accordo segnerà l’avvio della nuova tournée. E se quei tre brani resteranno nella scaletta definitiva, il messaggio sarà chiaro già dalla prima notte sotto il palco.

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