Momenti di apprensione per un brutto incidente che ha visto coinvolti una mamma e il suo bambino, finiti a terra mentre cercavano di scendere da un trenino turistico. Il fatto si è verificato all’interno del parcheggio del supermercato situato tra via Baroni e via Cenci. Secondo una primissima ricostruzione dei fatti, la madre e il piccolo si sarebbero avviati verso l’uscita quando il convoglio era ancora in movimento, seppur a passo d’uomo. Nel tentativo di scendere prima dell’arresto definitivo, il bambino avrebbe perso l’equilibrio cadendo sul fondo stradale, dove potrebbe essere stato urtato da una ruota del mezzo. Il conducente ha riferito di essersi quasi fermato dietro a un’auto e che non si trattava ancora della fermata prevista per la discesa dei passeggeri. Spostandosi in avanti di pochi metri, si è subito accorto della presenza del piccolo a terra.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia locale. Date le modalità dell’incidente, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso per trasportare d’urgenza il bambino in ospedale con un codice 2 di media gravità. Spetterà ora alle forze dell’ordine chiarire con esattezza la dinamica dei fatti.
In riferimento all’accaduto le avvocate Margherita Patrignani e Filomena Villa, legali della società Bepast Tourist S.r.l., rilevano che «la ricostruzione della dinamica del preteso sinistro non è stata riportata in modo corretto, risulta inesatta e gravemente incompleta, né è stata verificata con il nostro assistito né con il conducente del mezzo. Tale circostanza comporta la lesione del diritto all’immagine» del legale rappresentante Giancarlo Frisoni «e della Bepast, che da anni opera nel settore dei trenini turistici in modo diligente e professionale. In realtà - scrivono i legali - madre e bambino, pur non essendo stata raggiunta la fermata né terminata la corsa, decidevano autonomamente di scendere dal trenino; tale imprudenza avrebbe così comportato la caduta del minore. Nell’immediatezza dell’accaduto il conducente prestava assistenza e verificava, unitamente alla madre del minore, che non emergevano apparenti conseguenze tali da rendere necessario l’intervento dei soccorsi. Solo successivamente, a distanza di circa un’ora dall’evento, la madre del bambino ritornava sul luogo richiedendo l’intervento del personale del 118 e della Polizia locale».